SLOWTORCH + VU GARDE (Minitour – März 2019) – Teil 1

[German Version]

Es gibt nicht viel auf dieser Welt, was zugleich so aufregend und fad sein kann, wie die Zeit im Van zwischen einem und dem nächsten Gig einer Tour. Oder die Fahrt zur ersten Show.
Das Aufladen, die Vorfreude auf die Reise und die Mischung aus Adrenalin und Müdigkeit nachdem man viel zu früh aus dem Schlaf gerissen wurde – all das mischt sich nach 3 oder 4 Stunden Fahrt mit tödlicher Langeweile.
Das ist keineswegs schlimm, man muss bloß das richtige Gleichgewicht finden. Die goldene Regel lautet seit eh und je: Ein Ausgleich muss her – und ab und zu ein Zwischenstopp, damit sich alle die Beine vertreten können, wieder in Schwung kommen und sich etwas vom ewig gleichen Ausblick erholen.
SLOWTORCH spielen zwei Gigs in Österreich: Den ersten am 22.03. in Graz und den zweiten am 23.03. in Klagenfurt. Unsere Gefährten sind VU GARDE, die wir in Innsbruck beim Noise Ritual kennen gelernt haben.
Obwohl es sich für die Klagenfurter gewissermaßen um ein Heimspiel handelt, hat die Band netterweise angeboten, bei beiden Konzerten als Opener aufzutreten – eine verdammt nette Geste.
Vielen Dank, VU GARDE!
So etwas passiert nicht oft – aber wenn zwei Bands so gut zusammenpassen, weiß man: Die Tour wird ein Erfolg.
Nach fast 6 Stunden Fahrtzeit inklusive Zwischenstopp kommen wir am Music-House in Graz an. Der Club weckt Erinnerungen an Konzerte in England: Über steile Treppen geht’s in eine Parallelwelt mit der typischen Mischung aus Kellergeruch, Schweiß, Adrenalin und Dreck, die den coolsten Hard Rock-/Metal-Clubs in aller Welt innewohnt.
Über Jahre angesammelte Schmutzschichten, Schimmel, Fett, Bier und Aufkleber an den Wänden…die Stimmung ist vielversprechend.
Heute gibt’s mit Inspector Fuzzjet auch lokalen Support.
Nach einem Chili con Carne, das es in sich hat (die Luft im Bandbus später ist nichts für schwache Mägen), füllt sich das Lokal langsam, und Inspector Fuzzjet entern die Bühne und heizen ordentlich auf.
Die Band spielt zum Teil Covers und erweist sich als typischer, aber guter Opener und zieht offensichtlich genügend Leute ins Music-House – und das, meine Damen und Herren, sagt einiges über den Spürsinn des Veranstalters aus (oder sein glückliches Händchen).
Nach einem schnellen Umbau sind unsere Freunde VU GARDE an der Reihe. Im Unterschied zu unserem ersten Treffen weiß ich diesmal schon, was die Truppe draufhat. Sven ist ein wirklich brillanter Gitarrist und schafft es, den fehlenden Bass mit exzellenten Riffs und Einlagen nahtlos zu ersetzen, während Stephan wie der Leibhaftige auf seine Drums einprügelt.
Am Steuer steht Mela als Sängerin/Hohepriesterin drei österreichischen Musketiere. Sie steckt Leib und Seele in ihre Show: Ihre ausgezeichneten Gesangslinien explodieren förmlich aus der Anlage und ergänzen das Duo Sven-Stephan perfekt.
Das Publikum ist begeistert, spendet entsprechend Applaus und feuert das Trio während des fast einstündigen Sets gehörig an.

Liebe Leser, freut auch auf das erste Album von VU GARDE. Die Band scheint auf dem richtigen Weg zu sein, scheut keine langen Fahrten und gibt auf der Bühne alles – wenn sie ihre Karten gut ausspielen, wird man hoffentlich noch viel von VU GARDE hören.
Noch ein schneller Wechsel, dann sind endlich SLOWTORCH an der Reihe. Wie gewohnt vermeide ich hier überschwängliche Rezensionen, da ich die Band als Roadie/Mädchen für alles begleite, aber eins kann ich euch sagen: Man spürt’s, wenn ein Konzert gut wird. Die Band kommt gut an, es ist genügend Publikum da, die Leute tanzen, bangen und machen mit, während die vier Jungs aus Bozen mit einer guten Mischung alter und neuer Songs (die voraussichtlich noch heuer auf EPs erscheinen sollen) die Bühne in Brand stecken.
Der Sound ist perfekt, er kommt warm und kraftvoll aus der Anlage und reißt das Publikum nach vorne…das ist die große Stoner/Metal-Community, „die dafür sorgt, dass man sich in Österreich wie in Italien oder sonstwo in Europa zu Hause fühlt“: Leute bringen Bier auf die Bühne, umarmen die Musiker und feuern die Band an. Sänger Mela mischt sich unter das Publikum und hebt die Entfernung zwischen Zuschauern und Band auf. In solchen Momenten werden alle zur Band und alle zu Zuschauern…. was bleibt, sind Brunos Riffs und die treibenden Rhythmen von Skan und Fabio. Und Mela, der plötzlich wieder einsetzt und wieder alles zum Tanzen und Headbangen bringt.
So sind SLOWTORCH live. Und genau das haben die Zuschauer erwartet und bekommen.
Als das Konzert vorbei ist, kann man im Club nicht mehr atmen. Amazonasartige Feuchtigkeit und kein bisschen Frischluft. Aber das spielt keine Rolle, der Abend war großartig, und das Duo SLOWTORCH – VU GARDE kann sich ausruhen und auf den morgigen Gig vorbereiten.
Aber zuerst wird ordentlich gefeiert.
Und: What happens in Vegas, stays in Vegas!

[Written by Zeus – Translated by Bruno – Slowtorch, thank you very much]

[TO BE CONTINUED…]

Slowtorch + Vu Garde (minitour austriaco – marzo 2019) – Part 1

Ci sono poche cose a questo mondo che sono eccitanti e noiose allo stesso tempo, una di queste è il tempo passato in furgone durante lo spostamento da una data all’altra del tour. O anche solo per avvicinarsi alla prima data.
Caricare gli strumenti, assaporare il viaggio che si andrà a fare e sentire il misto di adrenalina e sonno dovuto all’alzataccia mattutina sono componenti che si vanno a mischiare alla suprema noia che ti prende dopo che sono passate 3/4 ore di viaggio.
Sia chiaro, non è spiacevole, basta trovare un equilibrio e tutto funziona (più o meno). La regola d’oro è sempre quella: equilibrio e capacità di fermarsi a prendere una boccata d’aria quando serve. Giusto per far riprendere consistenza al culo e smettere di guardare lo stesso identico panorama dal finestrino.
Il minitour austriaco degli SLOWTORCH è suddiviso su due date: la prima, il 22.03, a Graz; la seconda, il 23.03, a Klagenfurt. I nostri compagni d’avventura sono gli austriaci VU GARDE, band che abbiamo conosciuto a Innsbruck in occasione del Noise Ritual. La female-fronted band si è offerta di aprire entrambi i concerti nonostante giocassero in casa e, vi posso assicurare, è un gesto estremamente bello da parte di un gruppo.
Quindi, grazie VU GARDE!
Succede poche volte, ma quando vedi questo grado di affinità fra le band, allora capisci che il tour funzionerà bene.

Dopo quasi 6 ore di viaggio, comprensive anche della sosta per mangiare, arriviamo a Graz e, precisamente, alla Music House di Graz. Il locale ci ricorda subito certi concerti del lontano passato, quelli in Inghilterra dove scendevi le scale e arrivavi in una dimensione parallela fatta di un misto di odore d’umido, di sudore, di adrenalina e, come contorno, quella sacra sporcizia che mai e poi mai abbandonerà i locali hard rock/metal negli scantinati.
Come potete immaginare, il Music House è sottoterra, immerso in una coltre di sporcizia sedimentata da anni, con le pareti ricoperte di muffe, unto, bitume e adesivi… ma l’atmosfera è carica.
Per questa prima data abbiamo anche un supporto locale (i VU GARDE sono di Klagenfurt): gli Inspector Fuzzjet.
Dopo esserci distrutti l’apparato digerente con un chili osceno e foriero della peggior morte possibile (vi posso assicurare che non ho mai mangiato un chili così terribile come quello, dentro galleggiavano cose che non si sapeva se fossero teste d’aglio, morti, calzini triturati o cosa – qualità che logicamente ha avuto ripercussioni sulle emissioni gassose della band) e atteso che il locale fosse abbastanza pieno, parte il primo gruppo di supporto e c’è subito una bella vibrazione nell’aria.
Quello che gli Inspector Fuzzjet propongono non è niente di innovativo e affondano le mani anche nelle cover, quindi diciamo che è il gruppo d’apertura classico, ma è abbastanza conosciuto da portare un bel po’ di gente al Music House e questo, signore e signori, dice tanto sul fiuto del promoter locale (o il culo che ha avuto n.d.A.).

Dopo un rapido cambio palco, partono i nostri compagni di viaggio VU GARDE. Rispetto alla prima data in loro compagnia, parto decisamente più convinto sulle loro capacità. Sven è un chitarrista realmente brillante e riesce a sopperire alla mancanza del basso con una serie di riff e giochi di chitarra di ottimo livello, mentre Stephan si danna dietro le pelli e ci mette realmente l’anima – sembra abbia un conto in sospeso con la batteria.
A comandare le operazioni c’è Mela, la singer/sacerdotessa dei tre moschettieri austriaci. In questa data si sente che ci sta mettendo l’anima e le vocals esplodono dalle casse mentre tira fuori ottime linee melodiche che ben si accompagnano alle ritmiche del duo Sven-Stephan.
Il pubblico reagisce benissimo e molta gente li applaude e incoraggia il trio austriaco mentre questo spara un set da quasi un’ora di durata.
Ve lo dico: aspettatevi il primo CD di questa band. Se gioca le sue carte bene, e vista la volontà di far chilometri e sbattersi sul palco son già sulla buona via, ho la sensazione che li sentirete nominare spesso.

Rapido cambio palco e finalmente è il turno dei bolzanini SLOWTORCH. Come sempre, non posso gettarmi in grandi recensioni visto che accompagno la band come roadie/tuttofare, ma vi posso dire che si respira l’aria dei concerti che funzionano. La gente risponde bene, c’è un bel po’ di pubblico e molti ballano e si scatenano mentre i quattro bolzanini infiammano le assi del palco con pezzi di repertorio e alcune novità che andranno a finire in una serie di EP previsti per quest’anno.
Il suono è perfetto, esce caldo e potente dalle casse, cosa che ti fa rimbalzare sulle assi (scusate, sui sassi… scusate, sui vetri… non ho osato guardare bene cosa ci fosse per terra) e ti spinge ad avvicinarti e creare quella grande comunità stoner/metal che “ti fa sentire a casa in Austria come in Italia o come da altre parti d’Europa“. Quindi ecco che la gente porta le birre sul palco, che abbraccia i musicisti e inneggia agli Slowtorch. Ecco quindi Mela, il singer degli SLOWTORCH, muoversi in mezzo al pubblico e danzare con loro e così la distanza fra spettatori e band viene annullata. E in quei momenti tutto diventa gruppo, tutto diventa spettatori… l’unica cosa che rimane è il riffing di Bruno e la sezione ritmica formata da Skan e Fabio. E Mela che, di punto in bianco, fa partire la traccia vocale e si ritorna a ballare e fare headbanging.
Questo è uno show degli SLOWTORCH. Questo è quello che la gente si aspettava e ha ricevuto.

Finito il concerto non si respira più dentro il locale. C’è un’umidità da foresta amazzonica e non c’è una sola apertura verso l’esterno. Ma non importa, il concerto è andato alla grande e il duo SLOWTORCH – VU GARDE può andare a riposare e prepararsi per la seconda data austriaca.

Ovviamente non prima di aver festeggiato come si deve.
Come da tradizione, quello che succede ai concerti, rimane ai concerti!

[Zeus]

[To Be Continued]