Quando è troppo: Blink 182 – Enema of the State (1999)

Che ascolti di merda che c’erano nella mia classe, cazzo. Dopo i Lit, che ho già avuto il dispiacere di recensire qualche mese fa, ecco che mi tocca vedere anche i Blink 182. Pensavo di essermeli tolti dal cazzo definitivamente, loro e tutto il merdoso contorno che mi tocca riportare a galla. Quindi ecco la recensione di Enema of the State, che vorrei ricordare solo per la copertina con la pornostar Janine Lindemulder.

Janine Lindemulder – giusto per acchiappare qualche click gratis

Il resto della popolarità l’hanno ottenuta grazie a canzoni power-pop, pop-punk o come cazzo volete chiamarle, di nome What’s My Age Again?, Adam’s Song e la strasentita All The Small Thing. Questo è quello che ci si ricorda della band, perché tanto il disco ha la stessa componente iper-allegrotta, da sunny California e calzini bianchi lanciati fino a metà polpaccio e cappelli da baseball con visiere storte. 
Questa è musica birichina, non saprei trovare un termine più consono di questo. Non c’è niente che riesca a salvare brani così lisci, all’acqua di rose, orecchiabili ovvio ma derivativi e tutti, tutti, uguali. 
Se ascolti i Blink 182 o un’altra band dell’epoca, probabilmente non avresti capito se stava cantando una o l’altra. Tanto la vocetta è quella, le ritmiche sono circa le stesse e i passaggi sono standardizzati. Rendetevi conto che, rispetto a questa marmaglia, i Green Day se ne escono vincitori a mani basse e risultano essere “dei grandi vecchi”. Vedete un po’ voi. 
Cazzo, mi rendo conto che l’unica forma di punk-rock che riesco ad ascoltare è quello proposto dai Social Distortion. Mike Ness&Co. sono gli unici papabili per il mio palato, il resto mi risulta piacevole come mettere lo scroto nell’acqua ghiacciata e poi martellarmelo. 
Forse, e dico forse, queste recensioni non dovrei neanche farle visto che sono dischi che, con TMI, non hanno un cazzo di nulla a che fare… ma nel 1999 sono uscite anche queste cose, quindi mi sembra corretto farvi capire che il mondo, in quegli anni, stava attraversando un periodo di forma abbastanza scarso.
Bisogna tenere duro, ragazzi miei: cazzo duro e avanti tutta. 
La smetto qua, non so cos’altro dire su Enema of the State. Non ho idee geniali e niente di che: questo è un LP da adolescenti e che va ascoltato quando siete tali. Passato l’anno, vi sarà indigesto e schifoso. Anche se, con buona probabilità, vi faceva cagare anche prima. 
Ah, logico, All The Small Things la canticchio a volte… l’ho sentita così tante volte in macchina dei miei ex compagni di classe o su Music Box che, porcocazzo, ormai non me la tolgo dalla testa. 
Che vita difficile. 
[Zeus]

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2 pensieri su “Quando è troppo: Blink 182 – Enema of the State (1999)

  1. Concordo pienamente e mi sono sbellicato al “Green Day se ne escono vincitori a mani basse e risultano essere “dei grandi vecchi”. Potevi finire la recensione con questa frase 😂.
    Ancora non capisco come Robert Smith ci abbia visto del buono, collaborando con loro nel quinto album, che in effetti prende le distanze dalle precedenti produzioni, con un suono appena più elaborato, tuttavia molto derivativo. In un paio di tracce è evidente l’influenza di The Cure di più recente produzione e, ammetto le mie colpe, quel paio di canzoni le ho ascoltate con piacere.

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