Velocità senza compromessi. Marduk – Panzer Division Marduk (1999)

Visto ed analizzato razionalmente, Panzer Division Marduk è inascoltabile. Non smette un solo minuto di perforarti i timpani e non decelera finché non scocca il minuto 30:02 e il CD finisce. Razionalmente, questo disco lo evitate. Non ha l’atmosfera black metal vera e propria, non ha i cambi di tempo luciferini o quella bruma gelida a che cala sui dischi della fiamma nera quando sono fatti ad hoc. Panzer Division Marduk nel suo furoreggiare fra le mitragliate della batteria e il riffing di Morgan, promette e mantiene aggressione, violenza e sangue senza soluzione di continuità.
Per una mente sana, equilibrata e razionale, queste otto canzoni sono l’espressione più rifinita della cacofonia e del rumore senza senso.
Per me non è così.
Panzer Division Marduk non è un disco razionale. Non deve essere ascoltato come tale. Sono proprio le sue caratteristiche senza compromessi, la sua velocità belluina e l’assoluta testardaggine a non voler mettere cambi di tempo apprezzabili a renderlo un capolavoro. Capolavoro nel senso lato del termine, visto che non è il miglior disco black metal mai uscito, ma è quello che più di tutti ti serve per equilibrare le sorti del mondo.
Hai le palle girate per qualcosa? Panzer Division Marduk.
Al lavoro ti rompono i coglioni e vorresti prendere a manate il tuo collega? Panzer Division Marduk.
Ma gli esempi sono tantissimi e vanno dalle relazioni al lavoro, dalla vita in comunità al semplice fatto che, cazzo, è lunedì e sei rientrato dalle ferie. Tutti validi motivi per trovare in Panzer Division Marduk il disco che ti consente di andare in giro senza machete.
E poi io sono uno di quelli nostalgici, di quelli che quando ai concerti sente “Panzer… Division..“, non può far altro che gridare “Marduk” con tutto l’odio nel cuore. E, ancora oggi, mi fa sorridere Mortuus che, ondeggiando la mano, non è pienamente soddisfatto del risultato finale. Ok, è una trovata scenica, ma quando il leader dei Funeral Mist si scortica i polmoni per ribadire che di singer c’è solo lui, allora tutto acquista un significato pieno e completo.
Cito Mortuus, ma su Panzer Division Marduk canta Legion e, come tutti sapete, questo è il vero testamento artistico del singer svedese (anche se, dopo questo LP del 1999, ha cantato su altri due dischi dei Marduk).
Dopo l’esplosione di Panzer Division Marduk, l’armata comandata da Morgan non riuscirà più a riprendersi e le prove altalenanti di La Grande Danse Macabre e World Funeral non faranno altro che testimoniare questo percorso verso il basso. Cosa significa? Il songwriting diventa incostante fra pezzi buoni e altri senza troppa forza e nel frattempo Legion sembra essere sempre meno “dentro” alla band, quindi l’unica soluzione possibile è quella di eliminare il “problema” e salutare Legion e la sua capacità di compattare versi lunghissimi in spazi ritmiche forsennate.
E, su questo disco, di situazioni al limite dell’asfissia ne trovate parecchie (anche se su Heaven Shall Burn… non era da meno). Vorrei però portarvi all’attenzione la capacità di Legion di inserire, in un ordito così compresso e violento, dei ritornelli o dei passaggi vocali assolutamente memorabili: Baptism By Fire, Christraping Black Metal (ancora oggi uno degli highlights del disco: sentite come Legion raschia le parole mentre sputa il ritornello – per me è fenomenale), Blooddawn fino ad arrivare a quel ritornello così semplice, ma tanto black metal, di Beast Of Prey:

All I want, All I need
Is to see my enemies bleed

Perché è vero, i Marduk hanno tentato di fare gli Slayer del black metal e ci sono riusciti, diciamo, all’80% – ma tentare di essere così fondamentali per la musica estrema è operazione da pochi e se già ti poni come obiettivo quello di replicare l’estremismo dei thrasher californiani, non potrai mai essere giudicato “come prova autonoma”. Nei 30 minuti di Panzer Division Marduk, la band svedese non rivoluziona il black metal, ma ne pone un canone diverso, cristallizzando un’estermismo che poi verrà visto come modello e/o paragone.
Quindi replico qualcosa che ho scritto all’inizio: “Panzer Division Marduk non è il miglior disco black metal“, ma è sicuramente difficile trovare un disco migliore di questo quando si cerca l’estremo nella musica della fiamma nera.
[Zeus]

9 pensieri su “Velocità senza compromessi. Marduk – Panzer Division Marduk (1999)

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