Батюшка – Панихида (2019)

Gli Europei del 2000 che hanno visto la Nazionale Italiana cadere sotto i colpi malefici di Wiltord e Trezeguet, sono stati tormentati due temi: ma quanto cazzo è stato bravo Francesco Toldo in quel torneo e, secondo solo perché Toldo contro l’Olanda ha fatto Superman, Totti e Del Piero possono giocare insieme? 
Se sul primo punto c’è poco da fare, il 2000 è stato l’anno in cui il portiere padovano ha tirato fuori una prestazione fuori dal comune, così eccellente da far cadere nel dimenticatoio il pur buon andamento in campionato con la Fiorentina. Più o meno tutti si ricordano di quelle parate, dei rigori che sembravano non riuscire a toccare la rete dell’Italia. 
Il vero dibattito dei savi del bar sport, invece, era incentrato sul dualismo del genio: il ventiquattrenne Francesco Totti vs. il ventiseienne Alessandro Del Piero. 
A parte renderci conto dei problemi che ci affliggevano nel 2000 (comparateli con quelli arrivati a partire dal 2009/2010 e poi sediamoci a riflettere), questo dualismo per la maglia della nazionale italiana ha coinvolto molti, se non tutti, i tifosi degli azzurri. 
Formalmente, l’insieme dei due fantasisti era il top che si potesse immaginare (ovviamente perché il Divin Codino non era della partita, pur con i sue oltre trent’anni): giovani, provenienti da squadre abbastanza in forma (nel 2000 la Roma vince lo scudetto) e potenzialmente capaci di far vedere i sorci verdi a qualsiasi difesa. Non era ovviamente così. 
Totti era in forma, mentre Del Piero stentava a recuperare dall’infortunio e ci avrebbe messo ancora degli anni per ritrovare una forma accettabile. Quindi si aveva una nazionale con un potenziale enorme, ma che non verrà mai espresso in toto, mai ribadisco, visto che la convivenza fra due è stata poco praticata dagli allenatori e mal tollerata dai tifosi (sia i cultori der Pupo, sia quelli fedeli al più esperto, e vincente, Pinturicchio). 
Chissà, forse loro sarebbero stati anche contenti di giocare insieme (e così hanno sempre dichiarato), ma l’incompatibilità fra i due numeri 10 era cosa risaputa. 
Quindi se l’esperimento tutti insieme appassionatamente non ha funzionato alla grande, i due separati hanno certamente segnato gli anni calcistici successivi a quell’Europeo. Il primo, Totti, collezionando un solo scudetto, un paio di Coppe Italia e Supercoppe Italiane, ma creando un calcio fatto di estro e scorie da capo ultras; il secondo, forte della corazzata Juventus alle spalle e un passato di vittorie che il primo si sogna/sognerà solo, continuerà a macinare scudetti e coppe a livello italiano fino lasciare il calcio italiano pochi anni fa. 
Che poi questo si ricolleghi al nuovo disco dei Batushka di Drabikowski è un’altro discorso. Sarà che io sono uno di quelli a cui Litourgiya non è piaciuto poi in maniera particolare, ma la divisione (puerile) fra i Batushka di Drabikowski e quelli di Bartłomiej Krysiuk è forse la cosa migliore che potesse capitare. Il secondo (Bartłomiej Krysiuk) si è trovato col culo bruciante quando Drabikowski se ne è uscito con Панихида (trad. Panihida, Servizio funebre), ma non ha tardato a replicare con il singolo “Chapter I: The Emptiness – Polunosznica (Полунощница)” supportato dalla Metal Blade. 
Sentendo il singolo di Bartłomiej Krysiuk si sente il suono di uno preso alla sprovvista, mentre nell’LP di Drabikowski c’è forse una maggiore coesione, cosa che me lo fa preferire a Litourgiya. Non è privo di punti dubbi, registrazioni forse affrettate, qualche mix vagamente pericolante e altre amenità (i cori religiosi sono meglio in Litourgiya, mentre lo scream vince a mani basse sui sul disco di Drabikowski) che non lo rendono un prodotto eccellente, ma di certo più interessante del primo disco in studio. 
Панихида tiene alto il feeling oscuro e ritualistico per buona parte della sua durata, “cadendo” in tracce standard solo nella parte centrale del disco.
Vediamo, adesso, a chi verrà assegnato il ruolo di Totti e a chi quello del Pinturicchio. Certo è che Панихида lancia un guanto di sfida a Bartłomiej Krysiukun confronto che il singer polacco non può permettersi di perdere visto il supporto datogli dalla Metal Blade. 
Intanto godetevi questo LP, Панихида merita gli ascolti che gli si danno e fanculo alle rivalità calcistiche/musicali. 
[Zeus]

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