Un tempo erano cosa grossa i Keep of Kalessin: Agnen – A Journey Through The Dark (1999)

Mi ricordo le recensioni quando uscì Armada (o forse Kolossus, ma la memoria non mi aiuta molto) e poi mi ricordo il tour con gli Amon Amarth (With Full Force, 2008!?, non ci sono andato, ma al tempo ero particolarmente interessato agli eventi della vicina Innsbruck): i Keep Of Kalessin erano visti come la next big thing. O, almeno, così li spacciavano nei mille articoli che li riguardavano. Io non li ho mai cagati più di tanto, sempre per la mia classica mania di evitare l’hype come la peste nera. 
I Keep Of Kalessin fanno parte della leva moderna del black metal, quello nato quando questo genere aveva ormai perso ogni significato eversivo e disturbante. Due anni dopo l’esordio con Through Times Of War, la band fa uscire questo dischello nel 1999.
Per un sunto veloce di quello che fanno in Agnen – A Journey Through the Dark, si può dire che i Keep Of Kalessin mischiano un black metal veloce (l’iniziale Dragonlord picchia senza troppa pietà), con tanto di doppia cassa e tupa-tupa, a brevi aperture melodiche (supportate dai synth suonati dal chitarrista Obsidian Claw). A mio avviso non c’è poi molto di nuovo qua dentro, ma l’aver diluito il black metal con inserti death/thrash rende Agnen quantomeno interessante.
A questo mix di sonorità, la band ci aggiunge anche un feeling viking e tira fuori Orb Of Man.
Rispetto ad altri act (anche affermati), i Keep Of Kalessin riescono a contenere la durata delle canzoni, lasciando solo alla ritmata Towards I Roam e alla title-track il compito di alzare il minutaggio e, pur con molti cambi di tempo e sonorità, un po’ di lungaggini non necessarie. 
Derivativi lo sono, non possono certo rivoluzionare il black metal nel 1999, quando chi lo ha creato è ormai alla canna del gas, ma almeno non ti spari nel cazzo dopo l’ascolto. Io non la vedo male come cosa.
Nonostante il suo essere figlio della nuova ondata black metal, non aspetterei altri 20 anni per sentirmi, di nuovo, Agnen – A Journey Through the Dark. 
[Zeus]