Nargaroth – Geliebte Des Regens (2003)

Il terzo full length dei NARGAROTH si concentra ancora di più sul versante musicale. Questa volta troviamo sei canzoni (anche se dentro ci troviamo un’intro e una canzone è presente in due versioni differenti) e sembra che Kanwulf abbia più o meno trovato la sua direzione musicale visto che è uno sviluppo completo dal mini CD “Rasluka Part II” (traducibile con molto lungo, molto deprimente e molto intenso).
Le canzoni di Geliebte des Regens durano tutte sopra i 10 minuti (anche l’ultima canzone, sebbene dichiarata come outro, dovrebbe essere vista come una canzone vista la durata) e questo è sicuramente un album per dark autumn o winternights. Chiunque fosse in grado di gestire gli album precedenti (in particolare il suddetto mini CD o “Herbstleyd“, il demo “Orke” piuttosto che “BMIK“), può comprare questo album alla cieca, perché non vedo alcuna ragione per cui non dovrebbe
Apprezzo anche questo album, pur ponendo l’accento sue due considerazioni. La prima musicale, visto che per me sarebbe stato meglio che Kanwulf avesse usato un batterista migliore, specialmente in “Von Scherbengestalten und Regenspaziergang”, visto che il suo drumming distrugge l’atmosfera più di quanto non aiuti a crearla.
La seconda, invece, di natura più generale: mi chiedo se per i Nargaroth, oggigiorno, sia sufficiente essere giudicati solo dalla qualità musicale?

La band tedesca invoca la pioggia e lo fa nel modo migliore possibile, con un disco che pur essendo black metal fino al midollo è allo stesso tempo intimista, melodico e soprattutto delicato e lento nel suo incedere. Lo sviluppo lento permette ai malinconici riff di scavare nei nostri vuoti e riempirli di tristezza.
Geliebte des Regens si apre con “Calling The Rain”. L’intro è un’evocazione della pioggia e così si parte con il suono di certi strumenti originari del Cile che dovrebbe ricordare un temporale (i bastoni della pioggia che vanno inclinati da una parte e dall’altra) per poi passare a sentire la pioggia vera e propria accompagnata da vari rumori ambientali e si finisce con qualcosa che mi ricorda il suono di un corno. Pur essendo una intro, i tedeschi ci regalano una traccia molto suggestiva, magari fuori contesto, ma talmente rilassante che quasi verrebbe da chiedere ai Nargaroth un intero disco fatto così.
La prima vera canzone “Manchmal Wenn Sie Schläft” spezza bruscamente il clima di serenità che si era creato. Il brano si apre con un riffing estremamente malinconico, che viene amplificato quando inizia il cantato, che segue il giro di chitarra, e che quindi conferisce molta enfasi alla melodia. Un brano che mantiene lo stesso mood per tutto il suo corso, giocando tutto su un riffing ripetuto alla nausea, pochissimi cambi di tempo e un cantato mai troppo invadente.
La seconda traccia parte con un riffing che molto ricorda le sonorità burzum-iane, ma dopo poco anche questo brano ricade nella lentezza che caratterizza tutto l’album. Wenn Regen liebt (Zwiegespräch mit mir) ha una registrazione più grezza rispetto al resto del disco, con voce e batteria che risaltano maggiormente rispetto a prima, ma alla fine dei conti le coordinate stilistiche non mutano.
La quinta traccia non è altro che un rifacimento di “Manchmal Wenn Sie Schläft”, che però non aggiunge poi molto (neanche in termini di durata per fortuna) al pezzo originale. Giungiamo infine all’ultima traccia, che si apre con un arpeggio e di nuovo tornano protagonisti i suoni dell’acqua. Dopo poco più di tre minuti e mezzo parte la canzone vera e propria che conclude in maniera stupenda il disco.
Parlare della complessità del songwriting per un disco del genere è eccessivo, sono i riff e le melodie malinconiche e ripetute fino all’ossessione a catturare l’attenzione dell’ascoltatore. E credetemi che riuscire, come i Nargaroth hanno fatto, a comporre un album di 73 minuti così minimale senza annoiare non è cosa da poco; il merito va senza dubbio alla bellezza dei riff, tutti ispirati e coinvolgenti.
Ovviamente i tedeschi sono figli del Burzum di “Hvis Lyset Tar oss” e a chi non piace quel modo di fare black metal, di certo troverà questo “Geliebte Des Regens” un disco di una noia mortale.

[Countess Grishnackh]

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2 pensieri su “Nargaroth – Geliebte Des Regens (2003)

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