Stormlord – Supreme Art of War (1999)

Lo ammetto.
Ho comprato questo CD solo perchè leggevo Metal Shock, giornale allora sotto la direzione di Cristiano Borchi, leader degli Stormlord.
Erano venuti a fare un epico concerto a Bolzano, all’esterno di un castello, e li comprai il disco.
Extreme epic metal.
Per capirlo meglio, bisogna un attimo spiegare il 1999.
Il black metal aveva scoperto le carte, ovvero ormai si era coscienti che gli artisti black metal erano normali esseri umani e non demoni notturni che vivevano nelle Foreste del Nord, le ragazzine gotiche avevano tolto la maglia di Marlyn Manson e messa quella dei Cradle of Filth e i Dimmu Borgir vendevano come il pane.
Ormai nel campo black metal si era fatto il tana libera tutti, e tutto era permesso a chiunque; quindi ecco sdoganati, oltre alle onnipresenti tastiere, i corni, le orchestre, le voci pulite, i tenori femminili e sotto a chi tocca.
Via quindi a vestirsi, oltre che con il classico facepainting e borchie, con armature, spade, asce, fa lo stesso se di plastica, mantelli e chi più ne ha ne metta.

Supreme Art of War è figlio di quei tempi: non puro black, ma un qualcosa tendente al black, voce in screaming intervallata ad una voce declamatoria che dovrebbe essere epica ma non sempre la prende, chitarra in tremolo e doppia cassa e molta, molta, tastiera, sia da sottofondo, sia a sottolineare melodie o a fare “riff”. Il disco si fa ascoltare, non si urla al miracolo, ma va bene cosi, d’altronte è il 1999!
Ma mi raccomando, anche se non si usano più mantelli o spade sul palco, tornate a fare i concerti nei castelli, erano uno spettacolo!
[Skan]