Tristania – Beyond the Veil (1999)

Ad un certo punto della vita, ci tocca sentire cose strane: i Tristania potrebbero essere qualificati come tali. Perché l’effetto che ti provoca l’ascolto di questo disco, vent’anni dopo la sua uscita, è straniante.
E io lo sto (ri-)ascoltando perché mi piace fare le cose per bene. Già scrivo a cazzo di cane, figuratevi voi se neanche ascolti i dischi che recensisco.
Tanto non ci farò mai soldi con TMI, quindi tanto vale dirlo e liberarsi la mente. Nel 2019 e dopo vent’anni di invecchiamento barricato nei meandri di YouTube (no, non ho il disco), Beyond The Veil mostra la corda e, parere mio, già non aveva grandissimo senso vent’anni fa.
A parte, ovvio, l’incredibile manciata di gnocca che potevi vederti.
Quindi questo è un evento che verrà festeggiato unicamente da poche categorie di persone, non da me. Ma io ho il cuore di pietra e non riesco a smuovere la mia coscienza di fronte a questo compendio di melodie melense, il duetto growl/clean maschile – voce operistica femminile.
Il mainman della baracca (Morten Veland), dopo aver tirato fuori due dischi con i Tristania, e non domo dell’aver iniettato una dose mortale di zuccherosità nel metal, fonda i Sirenia… e già dal nome capite che la situazione non può certo diventare più trve.
Va detto che il genere aveva già incominciato a mostrare pericolosi segnali di cedimento già con Aegis (unico disco beauty&the beast che ascolto, visto che i The Gathering non li considero neanche nella categoria), ultimo grande disco di metal con forti tinte gotichee e capitanato dalla “biondona” di turno. E, per Aegis, correva l’anno 1998, quindi un anno prima dell’uscita di questo Beyond The Veil.
Poi ci pensi un po’ e capisci che i Tristania sono un prodotto di un’epoca, di un certo modo di vedere il metal e, nel 1998/1999, molte band vengono prese da infatuazioni per new wave, elettronica o per le derive gotiche con cui la musica che amiamo aveva incominciato a flirtare.
I Tristania sono solo più esposti sotto tutti i punti di vista: melodia melensa, un po’ di growl, epicità, zuccherosità, gotic… tutto viene portato all’estremo. Se dovevano nascere in un contesto storico, quello della fine dei ninties era l’humus perfetto.
Il problema con loro, quindi, è puramente mio: i Tristania funzionavano, ma non hanno mai fatto il vero botto,  non sono mai diventati una grande band, lasciando questo “scranno” ad altre compagini più pop o con MILF più telegeniche/brave/furbe ecc ecc.
Un tempo potevano funzionare, adesso sono dinosauri di un passato che è meglio rimanga tale. Cari miei, la festa è finita e non c’è scampo al tempo che passa.

[Zeus]