Kaltenbach Open Air – Giorno 2

Il giorno due è sempre quello dove o sei carico a bomba, o ti stai leccando le ferite da una serata lunga, intensa (musicalmente e non) e potenzialmente difficile. Fortunatamente non è così, la sveglia è d’obbligo e dopo una colazione enorme, il MayheM-Duo ritorna sul luogo del misfatto.

Arriviamo abbastanza presto al concerto, ma non tanto da prendere in contropiede i die-hard del campeggio che, coerenti con loro stessi, continuano ad ascoltare musica fuori dal “pit” e grigliano qualsiasi cosa passi davanti alla tenda.
Ci perdiamo Grizsmo e in buona parte anche i Suburban Terrorist, ma ci mettiamo in prima fila per i Vargsriket. Il power-trio austriaco, però, non è che convinca molto. Batterista ottimo, ma è la musica che non mi dice molto. Nel black metal voglio sentire Satana, odio, disgusto o lande fredde e maledette. Gli austriaci non mi trasportano in quella dimensione. Aspettiamo il CD e vediamo.
Segue uno strano accostamento, visto che dopo il black metal arrivano le bastonate grind degli Spasm (in tour con i Gutalax, che suoneranno il giorno successivo) e poi gli Ancst.
Quando tocca ai Man Must Die decidiamo di andare bere qualcosa e scambiare un po’ di chiacchiere con la gente/guardare il merch. Un paio di birre e sono pronto per sentirmi i Wiegedood. I belgi ci sanno fare e, pur non intrigandomi al massimo, hanno finalmente quel sound capace di trascinarti a forza dentro una foresta oscura e piena di incubi. Questo è il black metal, forse vagamente darkthroniano (?) e con qualche passaggio ripetitivo che potrebbe far pensare ai Mgla, ma niente di totalmente esplicito.
Cambio di palco, ma non di nazionalità. Anche gli Evil Invaders sono belgi, ma non si posizionano sullo spettro black, piuttosto su quello di uno speed metal tutto giocato su metal – guerra – alcool come tematiche principali. Bella trimurti, ma io sono in piena eccitazione da Mgla, il gruppo che assolutamente voglio ri-vedere e quindi eccomi in prima fila a godermi il concerto dei polacchi. Come spesso mi succede, durante il loro set finisco su Urano, stacco  il “cervello” e rimango presente solo col cuore. Lo show è indubbiamente ottimo, i suoni sono buoni (anche se li sentivo sbilanciati visto che ero abbastanza vicino e lato chitarra) e i brani, dal vivo e con l’oscurità della sera austriaca, rendono moltissimo. Non saprei dire se hanno fatto uno dei brani da Age Of Excuse, perdonatemi, ma ero realmente preso dal “viaggio”.
Come fai a riprenderti dopo uno show di questo tipo? Senti gli Asphyx e va tutto bene. Gli olandesi sanno come suonare death metal e hanno una discografia consistente da cui attingere. L’ultimo disco in studio è Incoming Death, album che già stavano promuovendo quando li ho visti al Colony Open Air nel 2017 (dove, però, avevano una strana posizione da gruppo d’apertura che, per una band della loro caratura, è senz’altro un po’ strano). Come aftershow ci sono i tedeschi Firtan, ma li ho già visti un mese prima all’Hammerfest ad Anterivo (Bolzano) e non mi avevano preso neanche un po’, quindi saluti e baci ci vediamo per l’ultima giornata.

[Zeus]

2 pensieri su “Kaltenbach Open Air – Giorno 2

  1. Pingback: Kaltenbach Open Air – Giorno 3 – The Murder Inn

  2. Pingback: Altro recupero oltre le linee nemiche: Sodom – Out of the Frontline Trench (2019) – The Murder Inn

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