L’ouroboros Volbeat: Rewind, Replay, Rebound (2019)

Antonio Cassano non ha bisogno di grandi presentazioni.
Nominate il giocatore barese ad un pubblico eterogeneo, quindi non solo dedito al calcio, e non riceverete indietro solo occhiate bovine.
Quindi è un “fenomeno” che trascende il settoriale (calcio) e abbraccia un pubblico più ampio che, del calcio, non ne fa un atto fideistico.
Incostante per natura, Cassano non ha sempre mostrato sul campo la genialità (indiscussa) che si portava come bagaglio tecnico e ha fatto parlare di sé più per i suoi atteggiamenti extra-sportivi che per quello che ha fatto vedere sul rettangolo verde.
L’epica del suo calcio trova un punto di partenza nel Bari, dove fa due anni di gavetta, ma è già alla sua seconda partita in Serie A, contro l’Inter, a mostrare che tutto quello che ha da proporre sarà una mistura di genio e follia. Minuto 88 del cronometro: stop, dribbling e gol che sigilla la partita sul 2 -1 per il Bari.
Fomento del pubblico. 
Due anni, poche partite con il Bari, ma l’impatto che ha sui tifosi è incredibile. Acquista un credito talmente alto, che molte squadre di prima fascia lo vogliono, ma solo la Roma riesce a prenderlo. Antonio passa cinque anni nella Capitale ed è un rapporto di amore ed odio: con la Roma, la sua popolarità cresce in maniera esponenziale (ormai è nel calcio “che conta”), ma il suo malvagio fratello Mr. Hyde esce spesso e volentieri con le ormai classiche “cassanate”.
Questi atteggiamenti vengono tollerati, anche per più tempo di quanto fosse pensabile, finché la proprietà ne ha le palle piene e, di fronte al rifiuto di rinnovo del contratto, lo spedisce, con un pacco di sola andata verso Madrid, sponda Real. 
Quello che doveva essere un salto verso l’alto, il raggiungimento dell’Olimpo calcistico, è invece un momento estremamente negativo nella sua carriera. Conosciuto più per i suoi atteggiamenti irrispettosi e per una forma fisica al limite del ridicolo, i due anni passati a Madrid sono un fallimento sotto tutti i punti di vista. E, vorrei precisare, neanche l’arrivo in panchina del suo vecchio mentore Fabio Capello riesce a rivitalizzare la luna storta di Fantantonio. 
Non passa poi molto tempo prima che la dirigenza madrilena si stufi di avere una palla al piede e coglie l’occasione per liberarsi, almeno in prestito, di Cassano. Il passaggio alla Sampdoria non strappa poi troppe lacrime al pubblico di Madrid. 
Quello che forse lo stesso Cassano non sapeva, è che la Sampdoria è uno dei capitoli migliori della sua carriera. In un ambiente come quello ligure, riesce a tirar fuori prestazioni convincenti, condite da gol e assist. 
Ma Mr. Hyde non riesce a starsene buono e, quando tutto stava procedendo decentemente, se ne esce distruggendo l’idillio e facendo sì che Antonio venga messo fuori rosa per comportamenti oltraggiosi. 
In un clima compromesso, Cassano viene spedito a svernare in zona Milano: prima sponda Milan e poi Inter. In entrambi i casi, i risultati ottenuti sul campo sono nettamente inferiori a quello che il suo talento potrebbe offrire. L’esperienza in rossonero è difficile e complicata ancora di più dai grossi problemi di salute che lo tengono fuori dal calcio giocato per diverso tempo; mentre in nerazzurro testimonia che, pur mostrando lampi di classe, ormai il suo calo di popolarità e impatto sul calcio di Serie A sta incominciando a scendere. O, come potrebbe supporsi, il talento cristallino, non curato a dovere, non è più sufficiente per reggere l’impegno con una big del calcio. 
In estate viene scaricato dall’Inter e mandato a giocare a Parma. Superati i 30 anni non è un giocatore finito, ma a quell’età il meglio spesso è stato già raggiunto (sono pochi i casi contrari). In Provincia, però, Fantantonio sembra riprendersi un po’ e le prestazioni sportive sono soddisfacenti e, in un anno e mezzo, mette a segno 18 gol e numerosi assist. Non pochi per uno che, punta centrale, non è di certo. 
La provincia, però, ha altri problemi e quelli del Parma sono i cambi di proprietà e gli stipendi che non arrivano. Dopo mesi di mancati pagamenti e poca serietà, Cassano rescinde il contratto con i crociati e ritorna alla Sampdoria, per quello che sembrava essere un “back to the future”. Finalmente Antonio ritorna dove aveva fatto vedere uno del miglior calcio post-Roma. 
Carriera rivitalizzata? No. Assolutamente no. Come tutte le “minestre riscaldate”, la seconda vita sampdoriana non è certo rose e fiori. Dopo pochissimo tempo anche la Sampdoria non lo ritiene più indispensabile e lo mette ai margini del progetto tecnico. La fine della carriera è dietro l’angolo, solo che nessuno lo vuole dire apertamente. 
I successivi tentativi, con Verona e Virtus Entella, per quanto simpatici e strombazzati sulla stampa come “comeback”, sono dei abortiti prima ancora di iniziare ad essere qualcosa di interessante. Prima ancora di iniziare il campionato, Cassano annuncia il suo ritiro definitivo dalla scena calcistica. 
Ad inizio agosto è uscito il nuovo disco dei Volbeat, Rewind, Replay, Rebound, e io so con certezza a che punto della carriera sono.
[Zeus]

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