Niente di nuovo sotto la croce rovescia: Voidstalker / Pleaguepreacher (Split – 2019)

La recensione di oggi vede coinvolte due band austriache riunite per l’occasione in uno split album dove la parola d’ordine è: black metal. Andando con ordine, ad aprire le ostilità sono i Plaguepreacher che propongono l’omonimo demo composto da cinque brani. La via scelta dal gruppo è quella di guardare al black metal norvegese e di imbastardirlo con un po’ di black n’ roll e di blackgaze. Se sulla carta l’idea potrebbe far storcere il naso a molti, devo dire che, pure non facendo gridare al miracolo, la band tira fuori una commistione equilibrata e che si fa ascoltare volentieri.
Il riffing non presenta niente di particolarmente originale ma è convincente e coinvolgente e se è proprio con la componente black n’ roll/blackgaze che ci accoglie l’opener We Die Alone, non si lasciano aspettare, all’interno della stessa track, sferzate glaciali in puro stile old school, in un alternarsi di mid tempo e blast beat che determina la formula compositiva della band (fortunatamente, non sempre nello stesso ordine).
Volutamente grezzo nel sound, l’album ha comunque una bella produzione: gli strumenti si sentono tutti, le chitarre sono ben definite, nonostante il suono “sporco”, così come le vocals. Non c’è molto altro da aggiungere, ci troviamo di fronte a cinque brani senza fronzoli, minimali, senza pretese di innovazione ma che vanno bene così, perché questo è il chiaro intento della band. Provate ad ascoltarli, potrebbero piacervi e divertirvi.

Ai Plaguepreacher seguono i Voidstalker con l’Ep Nihilistik. Gli altrettanto austriaci ci accolgono con una lunga serie di conati di vomito come biglietto da visita nella opener Religous Scum. E chi siamo noi per dargli contro? Sempre cinque i brani presentati, sempre black metal, ma questa volta più puro, senza contaminazioni da altri generi. I Voidstalker ci riportano al metallo nero grezzo e veloce dei tempi che furono, con una produzione decente ed una buona esecuzione, senza picchi di memorabilità e di inventiva, ad essere onesto, ma che si lascia ascoltare ed intrattiene. Make Black Metal A Treath Again è il loro motto e sebbene forse sia una causa persa, si apprezzano l’intento e anche l’ironia… già, perché secondo me, e spero di non sbagliarmi, i Voidstalker fanno anche un po’ i cazzoni e si divertono pure… altrimenti come interpretare la pisciata di nattefrostiana memoria posta in chiusura di Fade Out Of Life o gli applausi e il “Thank you, good night” alla fine dell’ultima track War Always Wins (e già il titolo…)?
A voi ascoltatori il compito di dare la vostra interpretazione.
Come per la band precedente, consiglio l’ascolto (trovate lo split su bandcamp) perché, anche se non portano nulla di nuovo al genere, i Voidstalker ci presentano un lavoro onesto e fatto con passione.
[Lenny Verga]

Se volete ascoltare i dischi, cliccate su QUESTO LINK.