Darkthrone – Ravishing Grimness (1999)

Il segnale del cambio si poteva annusare dalla ristampa di Goatlord dopo Panzerfaust, terzo disco del trittico true norwegian black metal.
La band aveva già incominciato ad evolversi e Panzerfaust non cercava più solo la velocità, ma è nel 1996 e precisamente con  Total Death (1996) che i Darkthrone fanno intravedere una nuova presa di posizione sulla loro musica. 
Dopo la pausa di tre anni, il duo Fenriz – Nocturno Culto ritorna in studio e, con Ravishing Grimness, fa capire che i vecchi Darkthrone sono finiti e che l’evoluzione del sound porterà a implementare nella musica delle influenze che vanno dal thrash, all’heavy, dal crust/punk al rock. Il morbo del black metal non sparisce, solo che diventa sottocutaneo e striscia sotto tutte le canzoni come una malattia. 
In Ravishing Grimness non si raggiungono più le velocità del trittico black metal, ma quando decidono di mollare la presa sul midtempo e ci sono quei naturali scoppi di velocità – To The Death (Under The King) – ecco che la sensazione di malignità fuoriesce senza nessun pudore. 
C’è comunque un tratto comune a tutte le canzoni ed è la registrazione: dopo anni passati in lo-fi e un suono raw, Ravishing Grimness tira fuori un wall of sound che ti aggredisce. Le registrazioni sono pulite per i canoni dei Darkthrone e il riffing di Nocturno Culto sono ben udibili, come anche tutto il resto della strumentazione. 
Quello che stupisce è l’efficacia degli stacchi, seppur spesso minimalisti o addirittura semplici. I mid tempo della title track sono intriganti e, insieme a Across The Vacuum, vediamo la band reiterare il proprio sound tanto da renderlo quasi ipnotico. Non dico che raggiungono il livello degli Inquisition, ma sicuramente c’è una componente che ti permette di staccare il cervello e seguire il flusso della musica dentro il “vacuum” (come da titolo). 
La distanza fra Ravishing GrimnessA Blaze in the Northern Sky non può essere maggiore (ma la distanza aumenterà con il passare degli anni). I fan più intransigenti storceranno il naso, ma qua dentro ci sono brani incredibili, ben strutturati (tanto che le canzoni, nella maggior parte, superano i 4/5 minuti di durata) e l’attitudine è quella onesta del duo Fenriz-Nocturno Culto. 
L’idea di stupire gli ascoltatori con una prima traccia in mid tempo non è nuova: il mid tempo dell’iniziale Earth’s Last Picture di Total Death aveva già segnato un punto a favore dell’evoluzione del musica dei norvegesi, ma la registrazione sporchissima era figlia del primo periodo trve grim, quindi lo scarto era meno evidente. Con Lifeless, invece, si segna la vera svolta. La pulizia sonora contrasta con la vecchia visione musicale di Euronymous&Co. e il wall of sound riempie le casse di una canzone che, nel suo incedere a volte ridondante riesce a trasmettere un feeling maligno. 
Ma è un discorso che si potrebbe ripetere per tutti i brani del disco, anche se l’inserto di derive rock’n’roll alimenta (ed alimenterà) sempre più dibattiti su quello che stanno diventano Fenriz e Nocturno Culto. Tutto vero, ma sentitevi il riffing di The Claws of Time. Il groove che esce nella seconda metà della canzone fornisce una prima idea di quello che poi verrà ridefinito come black’n’roll e che sarà la bibbia musicale di act come i Taake post-2000 o dei Satyricon dopo la sbornia violenta di Rebel Extravaganza (a sentirla bene, The Claws of Time non sfigurerebbe su un disco come VolcanoNow, Diabolical). 
La velocità rimane, ma in Ravishing Grimness il concetto che passa è quello di disco compatto, registrato bene e con un songwriting intelligente (firmato, per i 5/6, da Nocturno Culto). 
Un ritorno sulle scene che alimenterà sempre più dicerie e che spaccherà i fan.
Da questo LP del 1999, i Darkthrone non guarderanno più indietro e aggiorneranno il sound a seconda della volontà del duo Fenriz – Nocturno Culto di far uscire questa o quella influenza musicale. 

[Zeus]

5 pensieri su “Darkthrone – Ravishing Grimness (1999)

  1. Pingback: Cominciare male. Clandestine Blaze – Fire Burns In Our Hearts (1999) – The Murder Inn

  2. Pingback: Dalla terra dei cinnamon rolls… Angantyr – Kampen fortsætter (2000) – The Murder Inn

  3. Pingback: Pest – Ära (2000) – The Murder Inn

  4. Pingback: Shining – Within Deep Dark Chambers (2000) – The Murder Inn

  5. Pingback: Grausamkeit – Hellgoat (2000) – The Murder Inn

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...