Per Natale vi suggeriamo Bruce Dickinson – Scream for Me Brazil (1999)

Come fare a rinunciare ad un regalo per Natale, soprattutto se lo si fa con il metallo nell’anima. Visto che a TMI non siamo proprio dei cattivoni senza scrupoli, vi veniamo incontro e vi diamo un suggerimento: Scream for Me Brazil. Visto che è un disco che ha compiuto da poco 20 anni, direi che lo conoscete tutti e non serve una track-by-track (che mi spacca il cazzo in una maniera esagerata), ma una motivazione fondata per andare a cercare questo pezzo di storia musicale. 
Un motivo semplice semplice è che su SfMB Bruce Dickinson suona convincente e potente. Dire che con la sua band solista trovato una seconda giovinezza è scontato come i prezzi alla Picol! e l’apporto musicale del duo Roy Z – Adrian Smith è notevole e importante, tanto che possiamo soprassedere su qualsiasi piccola sporcizia o “fuori tempo” in cui incappano. Dopo questo live, il singer britannico si farà convincere a rientrare nella band madre e tanti saluti ad una carriera solista decisamente più convincente delle prove in studio dei Maiden post-2000 (e, forse, anche qualcosa prima della fuga). 
Questa è forse la Minority Report e non mi spingo troppo oltre, che i fan dei Maiden sono decisamente attaccabrighe come una donna affamata. 
Almeno sette brani vengono presi dall’ultimo disco in studio (The Chemical Wedding), mentre il resto viene suddiviso fra Accident of BirthBalls to Picasso. Il resto della discografia viene ignorato di sana pianta, ma cosa ci volete fare? Sono 12 tracce, mica un doppio album sborone. 
Pur lamentandomi della mancanza di ulteriori canzoni, non posso che apprezzare la forma vocale di Bruce: praticamente sempre sul pezzo e senza un cedimento uno. Logicamente soffre nei punti in cui gli effetti da studio fornivano supporto vocale (tracce multiple), ma anche qua stiamo sezionando i peli del cazzo e direi che non è il caso. 
E poi su Scream for Me Brazil si sente l’energia della band e, come nei buoni live, anche quella del pubblico che risponde alla botta d’adrenalina proveniente dal palco (sentitevi Killing Floor, dove il botta e risposta su Satan! fra Bruce e pubblico sopperisce a tutto l’armamentario di trucchi da studio). 
Togliendo la copertina oscena, probabilmente affidata al cugino di qualcuno della band che ha affermato di “usare i programmi per la grafica” e pagato poche sterline, io vi suggerisco di tirare fuori dalla polvere questo live. Non scherzo, riascoltatelo perché è veramente qualcosa di eccellente. 
Se non volete capirlo, potete continuare a tenere la testa nella sabbia come gli struzzi e vi meritate di sorbirvi il nuovo singolo di Vasco Rossi. 
[Zeus]