Il nuovo millennio. Enochian Crescent – Omega Telocvovim (2000)

Mentre le persone stanno tirando un sospiro di sollievo che il mondo non è finito a puttane a causa delle regolazioni malvage di Windows 95, il popolo metallico si struggeva per l’arrivo del fatidico 2000 e quindi la conferma definitiva della morte del metal. Tutti ne parlano, tutti pontificano sull’estinzione del metal e sentenziano che, dal 01.01.2000, non ci sarà più un disco degno di nota. Mai più.
Cosa volete farci? Il metal è finito, defunto e tirato nella tomba dai gruppi più conosciuti (Dimmu Borgir o Metallica... tanto per nominarne alcuni) che, in preda ai fumi del dollaro che brucia, si sono gettati nudi fra le braccia della Grande Puttana: l’industria discografica.
Il fatto che i dati di vendita siano dignitosi (se non buoni), significa però che tantissime persone che hanno sentenziato, hanno allungato il tentacolo e preso il portafoglio e comprato il dischello.
Per poi sputarci sopra.
Questo, ovviamente, è una caratteristica del pre-2000. Non avendo troppi mezzi per sentire un disco, ti capitava di comprare merde fumanti e rimpiangere le 40.000 Lire che hai lasciato sul piatto del tuo “negoziante di fiducia”. Il fatto che il grande livellamento a merda della musica abbia tolto un po’ di sorriso a quei killer freddi e malefici, non mi dispiace troppo.
Mentre le piazze si riempiono di novelli Socrate, Seneca e di artistotelici della purezza metallica, qualche band deve essersi anche dimenticata del fatto che ha scavallato il 1999. Succede di perdersi l’avvenimento.
In fin dei conti il 2000 viene dopo Capodanno e c’è una buona probabilità che ti sei preso una sbronza molesta e, nei deliri dell’alcol, hai cercato di a) gettarti nudo nella neve; b) fare tea-bagging nella bocca di un tizio crollato sotto i colpi dell’alcol; c) tentare di capire come aprire un reggiseno e finire per trovare la luce sulla via del cesso, visto che l’alcol tiene le tue palle in mano e fa fare salti mortali al tuo stomaco.
Una di queste cose deve essere capitata ai finnici Enochian Crescent. Questi si svegliano nel 2000 e tirano fuori Omega Telocvovim, mentre tutto il mondo piange sul black metal moderno. La comunicazione generale che le band uscite dopo il 1999 debbano per forza di cose far schifo al cazzo non deve essere giunta fino in Finlandia, quindi sti cinque figuri della terra dei 1000 laghi spaccano il culo con un disco con i controcazzi, signori miei.
Originalissimi non sono, visto che qua e là saltano fuori richiami più o meno evidenti ad altre realtà dei Paesi vicini, ma la furia e la perizia con cui suonano su Omega Telecvovim è da sottolineare – e non puzza neanche di 2000.
I finlandesi sono funzionali sotto tutti gli aspetti: il singer (Drakh Wrath) è espressivo e spazia dagli scream ai growl fino ad arrivare a parti epiche in clean, mentre dal punto di vista strumentale c’è di che applaudire sia per il riffing delle chitarre sia per la sezione ritmica.
Su tutto ovviamente balza all’orecchio la capacità di far convergere in maniera fluida e naturale sia le istanze più black e violente, sia le maliziose melodie (alcune di deriva folk-ish – es. Väkisinkastettu).
Non li sentirete mai nominare nelle classifiche delle band più conosciute, più in voga o chissà cosa, ma forse è il momento buono per riuscire ad assegnare il posto che meritano a questi Enochian Crescent. I finnici sono una di quelle band di culto che pochi conoscono, ma che è bene rinfrescare e tenere in considerazione quando si parla di black metal.
[Zeus]