Il suono dell’erosione. Exesa – s/t (2018)

A forza di cercare i nuovi Mgla, come se questi fossero già sul punto di essere carne da macello simil-Batushka, il pubblico si sta perdendo un po’ il “qui ed ora” per cercare the next big thing. Quello che troverà coloro che rimpiazzeranno i polacchi, avrà il posto assicurato nel Valhalla degli incassi o delle vanterie da pub dei prossimi mesi/anni (dipende se ha pescato bene, come per gli Mgla, o è andata a fare in culo come con i Batushka). Quindi eccoli tutti a rincorrere i Gaerea o similia, spesso sottovalutando un gruppo valido come i The Committee, e di certo ignorando che nella stessa Polonia il fenomeno Mgla è lungi dall’essere una stanca risacca. Sentitevi gli Exesa, progetto solista del misconosciuto Zyx, e poi fatemi sapere. 
Perché gli Exesa non sono un spudorato plagio, anche se le atmosfere e il riffing circolare, melodico e ipnotico del musicista di Varsavia ha come riferimento immediato proprio i conterranei M. e Darkside (Sacrosant). Non vedo però difficoltà anche ad accostare agli Exesa anche i Kriegsmachine (altro gruppo del duo M.-Darkside) per la capacità di unire una sensazione di catastrofe imminente al sound del disco. 
Anche per Zyx gli strmenti hanno tutti pari dignità, visto che il reparto ritmico è ben evidenziato, con tanto di batteria evidente e brillante, e sicuramente c’è un accento importante sul lavoro di chitarra. La voce è uno scream adeguato al contesto, ma non lascia troppo spazio ad altri aggettivi. 
Disco compatto, auto-prodotto (quindi i suoni sono ruvidi, sinceri e per nulla addomesticati come in altre realtà black metal) e senza filler. Anche perché in 36 minuti scarsi di LP, mettere insieme anche un filler o due è praticamente invocare la bestemmia, ma Zyx mi sembra abbastanza attento da non cadere nel facile errore di produrre un paio di tracce forti e invitanti e poi lasciarsi andare in puttanate madornali. 
Ogni traccia viaggia intorno ai 5/6 minuti ed è capace di esprimere tutto quello che ha da dire nel tempo concesso. Non riesco a trovare un vero punto debole o momento in cui mi sentirei di affermare “taglia”, cosa che mi capita di rado quando le tracce hanno durate abbastanza importanti e giocano tutte sulla ripetitività e ciclicità del riffing. 
Come detto in apertura, il punto di riferimento diretto sono i conterranei Mgla, ma mi sentirei di consigliarli a prescindere dall’ingombrante paragone perché gli Exesa sanno suonare e sanno creare la giusta dimensione spirituale in cui immergersi per sentire questo disco. 
A mio parere, forse di parte visto il mio apprezzamento non proprio nascosto per gli Mgla, una realtà underground sincera come questo progetto di Zyx è molto meglio di compagini come Uada o altre band erroneamente avvicinate (da giudizi troppo avventati) al sound della nuova scena polacca. 

2 pensieri su “Il suono dell’erosione. Exesa – s/t (2018)

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