Chimaira – This Present Darkness (2000)

Di recente girava sui vari social un video dove un enorme tizio dalle guance rosse e pacioccose disintegrava con uno schiaffone le cellule cerebrali di un altro tizio tutto tatuaggi e piercing, in una sorta di campionato o competizione di sganassoni. In un altro video lo stesso tizio demoliva sempre a schiaffoni dei cocomeri, perché se sai fare bene qualcosa devi assolutamente farti riprendere e caricare i video su YouTube. 

L’EP d’esordio dei Chimaira può avere, per l’ascoltatore ignaro, lo stesso effetto di quelle sberle da campionato mondiale, già a partire dalla prima traccia, la title track. Devo ammettere di non aver mai seguito questa band e la sto riscoprendo proprio nell’occasione del ventennale del suo esordio. La cosa sorprendente è che l’incazzatura che emerge da ogni nota di questo lavoro è notevole anche dopo tutti questi anni. 

La band statunitense propone un mix azzeccato tra death metal e metalcore, genere che già pochi anni dopo, causa inflazione di band fotocopia prive di idee, fantasia e personalità, farà cadere i maroni un po’ a tutti al solo sentirlo nominare. Ma qui siamo agli esordi della New Wave, della rinascita della scena metal USA,  quindi ci sono ancora l’inventiva, le idee e, soprattutto, le mazzate. 

Limitarsi comunque a termini quali death e core non rende giustizia alle tracce presenti su This Present Darkness. La band include nel proprio sound tanto groove (i riff di chitarra, per quanto non troppo vari, sono sempre azzeccati e spezza collo), alcune similitudini con la scena nu (certe parti tra il recitato e la cantilena portano alla mente reminiscenze di Korn e Slipknot), rumorismi ed effetti che mi hanno ricordato i Fear Factory, inaspettate aperture melodiche (ascoltate Empty o Gag e sorprendetevi), dimostrando una capacità compositiva ed una personalità di tutto rispetto.

Mi dispiace essermi perso questo EP ai tempi della sua uscita, ma purtroppo è impossibile riuscire a stare al passo con tutto e lo era ancora di più vent’anni fa, quando internet era molto lontano dall’essere ciò che è adesso, nel bene e nel male.

La rabbia, la furia che l’allora giovane band, ormai non più in attività, voleva sfogare attraverso la propria musica bastona forte ancora oggi. Se non avete mai ascoltato questo album, potrebbe essere l’occasione giusta.

[Lenny Verga]