Octinomos – Welcome to My Planet (2000)

In un mondo così perfetto e votato ad un continuo svuotamento di tutto quello che c’è di più intelligente, c’è bisogno di musica che ti ricorda quanto tutto questo sia una vera merda fetida e che riporti la vita in bolla. Che sia la violenza dei Marduk o i calci in faccia degli At The Gates, non importa, basta che ci sia quella band che dica le cose in faccia e che ti faccia star bene. Gli Octinomos sono una di quelle band, quelle incazzate come un Pitbull che ha leccato il proprio piscio dalle ortiche, senza compromessi e felici di essere su questa terra come io di andare al lavoro il lunedì alla mattina. 
Quello che ti stupisce, e lo fa anche adesso che son passati vent’anni dall’uscita di Welcome to My Planet, è che la furia cieca che percorre questo disco non è un colpire a casaccio in giro. Più che assomigliare al tizio nella rissa che tira cartoni in giro beccando faccia, muro e aria, il duo svedese è il pugile amatoriale che ti stende con colpi precisi, violenti e senza pietà alcuna. 
In termini strettamente musicali, il disco suona come una ferocissima copula fra i Dark Funeral (pur se in sottofondo) e l’aggressività meccanica data dagli Anaal Nathrakh, La batteria elettronica è programmata con l’opzione blast beat e doppio pedale continuo, quindi non c’è pausa, ma sopra di essa si muove tutta un’altra musica e qua c’è il bello del disco. Pur sbavando veleno, il gusto melodico delle chitarre è presente e c’è una grandeur epica che distanzia gli Octinomos dalle badilate di Panzer Division Marduk. Sentitevi Nuclear Blitz per un’idea generale di come suonano gli svedesi e capite che con quella canzone hanno fatto un bignami del loro sound. L’efficacia del loro sound, poi, viene fuori anche quando occasionalmente rallentano (per modo di dire) e l’effetto più “epico” è capace di trasmetterti emozioni e melodie di chitarra quasi canticchiabili.
Non li conoscevo, lo ammetto candidamente, e questo recupero è stata una bella scoperta. Welcome to My Planet è uno dei dischi che metti su quando il mondo gira brutto, esci dal lavoro con il cazzo di traverso e non capisci se hai più voglia di sfondarti di birra o di sfondare la gente di botte. Gli Octimonos hanno quell’utilità sociale che ti fa sfogare la rabbia repressa, senza dover ricorrere ad un trapianto di fegato o ad una telefonata al tuo avvocato. 
Io mi chiedo come facciano le altre persone a rimanere serene, senza aver valvole di sfogo come queste. Va bene il jogging, ma puttana Eva, non ditemi che correre vi toglie realmente il cazzo di prurito di scatenare una terza guerra mondiale. 
Fatevi un favore, sentitevi questo LP. Non dico altro. 
[Zeus]