Evocare Satana con i Ragnarok – Diabolical Age (2000)

Cosa volete dire ai Ragnarok? Nel 2000 abbandonano definitivamente la fascinazione per le “cose vichinghe” e si avventurano dove il black metal trova il suo compimento definitivo: la bestemmia libera
Questo è il bello del black metal, quello grezzo e ignorante come una zappa: bestemmie, croci invertite, sangue, caproni e ritmi stupra-cristi.
Riguardata dopo vent’anni possiamo anche notare che la cover art fa abbastanza cagare (forse al tempo era qualcosa di più trve, ma dubito che il giudizio sia variato poi di molto nel tempo), ma in compenso ci sono ottimi spunti di lettura sulla raffinatezza del concept che troveremo dentro il CD.
Raffinatezze che maturano col tempo e, senza i preconcetti mentali del “dover essere iconoclasti”, si possono incominciare ad apprezzare tutti gli elementi che contraddistinguono Diabolical Age: velocità, furia, dei buoni pattern di batteria (non solo via di doppia e tanti saluti alla varietà) e un sacco di melodie date dalle tastiere di Jontho. Sotto quest’ultimo aspetto, mi verrebbe quasi da citare i conterranei Taake come riferimento astratto (ma quasi quasi mi piacerebbe mettere dentro alcuni miseri spunti folk-ish, non tanti e non come quelli dentro il CD con la copertina brutta come il culo di un macaco, ma interessanti). 
Nel 2000 i Ragnarok sono al terzo disco e, seppur non perdendo qualcosa in fatto di effetto sorpresa, non pagano dazio e mantengono una dignità che, 20 anni dopo, gli riconosco appieno. Probabilmente il giudizio positivo proviene anche dalle subdole melodie folk-ish che sento in sottofondo (a meno che non mi sia fumato qualcosa prima dell’ascolto, ma dubito) e queste melodie accennate permettono di tenere in piedi la baracca in maniera abbastanza ispirata. Per fare un esempio di specie, i Marduk, dopo Panzer Division Marduk, hanno abdicato alla velocità senza compromessi per una maggiore varietà nella distruzione sistematica. 
I successivi mille cambi di formazione spezzeranno le gambe ai Ragnarok, ma all’alba del nuovo millennio i norvegesi ci danno ancora dentro. 
Riscoprire i Diabolical Age e questa prima infornata di dischi black metal del 2000 mi ha fatto sinceramente bene, anche se sono certo di aver evitato di toccare le merde più purulente (ci saranno, ma al momento non ci sono arrivato). 
Ribadisco un concetto: qua non si sta parlando di gente che ha rivoluzionato il black metal, ma di band che riescono ancora a produrre dischi degni di questo nome. E i Ragnarok, apparsi sulle scene in contemporanea con la seconda ondata del black metal, possono certamente timbrare il cartellino sotto la voce: disco convincente. 
[Zeus]