Il black metal olandese. Liar of Golgotha – Ancient Wars (2000)

Tre album all’attivo e una fine decretata proprio da questo Ancient Wars, così può essere riassunta la vita dei Liar of Golgotha. Mentre il mondo del metal muta forma, sancendo che il black metal melodico avrà un futuro commerciale notevole (per il genere), gli olandesi tolgono la spina al progetto e si perdono il momento della mungitura della mucca. Forse, e lo dico consciamente, perché la qualità media delle composizioni di Ancient Wars è notevole e non presenta nessuna delle sfaccettature acchiappone che contraddistingueranno gruppi più scaltri (Carach Angren). Ci sono certo le tastiere, ma non hanno elementi di demenza che si trovano in centinaia di gruppi analoghi; il songwriting è compatto, ispirato e di chiara ispirazione estrema, seppur votato al versante più “accessibile” del termine. 
Ulteriore elemento di distanza da eventuali epigoni è dato dalle tematiche: invece dell’abusatissima ambientazione vampiresco-decadente o delle esplorazioni pseudo-sataniche, le infiltrazioni delle tematiche di HP Lovecraft li separa di una spanna dal resto dei gruppi contemporanei. Certo, non è qualcosa di nuovo, ma almeno la boccata d’aria fresca che porta questo elemento di “novità” non te li fa buttare nel cestino. Se poi tenete conto che all’ennesima band che parla di decadenza, vampirismo, la Contessa Bathory et similia, mi viene un attacco d’epilessia paralizzante, i Liar of Golgotha mi sono stati simpatici al primo colpo. 
Dieci tracce, una cover (Piranha degli Exodus, evitabile perché non ci sta proprio un cazzo con ‘sto disco) e una pulizia sonora che sarà trademark di millemila band, ma senza l’effetto plastica che funesterà molte delle produzioni moderne. 
Mi son perso il disco del 1998, ma almeno ho recuperato questa del 2000 e son contento di aver tirato fuori dalle sabbie del tempo questa band olandese. Meritava una menzione, anche se postuma. 
[Zeus]