Siamo quasi al carnevale brasiliano, quindi ecco i Sepultura: Quadra (2020)

Forse ce l’hanno fatta.
In 22 anni di alti e bassi, i Sepultura hanno realizzato finalmente un disco che può essere ascoltato dall’inizio alla fine, a differenza di tutti quelli prima, dove dopo la terza o quarta traccia cominciavi a bestemmiare per poi cambiare subito album, magari mettendo subito dopo Beneath The Remains, e bestemmiando di nuovo. E sì, perchè se dopo mettevi quel disco non ti capacitavi di come quella band si fosse ridotta così male. Quadra è un album non eccellente, chiariamolo, ma è un disco potente e con molte canzoni davvero riuscite, e questa è già una notizia. Perchè nonostante molti stiano sempre a ricordarti che di canzoni riuscite, in questi 22 anni senza Max Cavalera, i Sepultura ne abbiano fatte molte, personalmente credo che ciò non sia vero, a meno che non contiamo 1-2 brani decenti a disco e quindi arriviamo ad un album decente dal 1998 ad oggi, forse due. Detto questo, come suona questo Quadra? Sintetizzando potrei dire che la band ha messo in atto una specie di ibrido tra il precedente, discreto Machine Messiah e Arise. Parecchi riff di Kisser mi hanno ricordato quel capolavoro dei primi anni Novanta, ma è anche vero che il groove è quello di album come Chaos AD e Roots. Quindi, prendete questi quattro album che ho citato, miscelateli e avrete una cifra di massima del nuovo album dei Sepultura. Bella forza direte voi, perchè in pratica si sta citando tutto e niente, in quanto il loro sound esiste in tutte le sue sfaccettature attuali proprio perchè attinge più o meno da questi dischi, ma la novità è che questa volta la band convince quasi per tutta la durata dell’album. Episodi come Isolation, Last Time e Capital Enslavement, poste in apertura, mostrano il lato più muscolare e incazzato della band, mentre a partire dalla quarta traccia, Ali, la band intraprende terreni più sperimentali e con contaminazioni etniche, ma anche questa non è una novità. Però c’è da rimarcare come il lavoro del batterista Eloy Casagrande sia di immensa importanza per i Sepultura attuali, riuscendo col suo stile a coprire tutte le soluzioni che la band adotta: da quelle più vicine al death metal a quelle più groove. Ma anche in episodi totalmente inediti come sound come Fear, Pain, Chaos, Suffering, dove Derrick Green duetta con una voce femminile e la band si lascia andare a qualcosa di più melodico, cosa che tra l’altro succede in altre tracce, come la title track ad esempio o altre dove la voce di Green abbraccia soluzioni inedite e interessanti per spezzare la rabbia urbana consueta della band. La ricerca della melodia è infatti costante in questo album, con risultati a volte più riusciti e a volte meno, ma comunque non si può avere tutto dalla vita, e soprattutto da dei Sepultura che per anni e anni hanno prodotto musica abbastanza inutile. Questa volta hanno fatto qualcosa di decisamente gradevole e apprezzabile, e quindi va dato loro il merito di essere tornati con Quadra ad essere una band di prima fascia in ambito thrash metal e con la quale chiunque dovrà fare i conti, sia in studio che dal vivo.
[American Beauty]