Dalla terra dei cinnamon rolls… Angantyr – Kampen fortsætter (2000)

Mentre il mondo musicale si dibatteva su quale opportunità sfruttare al midollo prima di sputare la carcassa della band nel tritarifiuti (il trend nascente del metalcore sarebbe diventato il pozzo dei dollari delle case discografiche nei mesi/anni a venire), ci sono ancora band che ostinatamente provano a restare fuori da qualsiasi circuito che garantirebbe soldi e figa.
Gli Angantyr di Ynleborgaz, ad esempio, rifuggono come la peste qualsiasi abbellimento della cover art, del sound e anche dei riferimenti stilistici generali. Quindi troviamo artwork in bianco/nero disegnate da un bambino alle prese con i primi disegni “cattivi”, il sound è quello raw da scantinato buio e brutto (tipica lezione norvegese) e i riferimenti stilistici, su Kampen fortsætter, fanno la spola fra Burzum e Darkthrone. Stiamo parlando dei vecchi Darkthrone, quelli che non indugiano nel black’n’roll/heavy metal 80s, ma quelli della sacra trimurti e lo stesso discorso vale anche per Varg Vikernes (fino a Filosefem va bene tutto).
Per evitare il contatto con materiale ritenuto approcciabile e, quindi, svilire il concetto di “figa-repellenza” legato al termine black metal, il mainman danese ha deciso che 7 tracce sono sufficienti e di queste tre sono devote al culto dell’ambient burzumesco. Tastiere ripetitive, paesaggi lugubri e una sensazione perenne di malinconia, tormento e “assenza” a far da cornice alle sparute note schiacciate da Ynleborgaz. La lezione del Conte, così come proposta su questo LP, è una delle più convincenti sentite fino ad ora.
Soprattutto, cari lettori, se tenete conto che è il primo disco in studio ed esce nel 2000, quindi quando il black metal, quello puro stupracristi, è ormai stato cannibalizzato da chiunque e ha perso qualsiasi concetto “di sound rivoluzionario/spaventoso”.
Quando non indugia nell’ambient (circa la metà del tempo), Ynleborgaz opta per un sound raw, fortunatamente senza suonare datato o talmente confuso da assomigliare ad un bootleg registrato con la lavatrice accesa. Se vogliamo trovare un punto negativo, lo cercherei nel riffing di Landeplagen skal bort, che non mi ha convinto al 100%, ma per il resto è promosso su tutta la linea.
Non credevo di riuscire a trovare un disco di raw black metal decente all’alba del 2000 – soprattutto se i riferimenti sono quelli Burzum/Darkthrone. Da riscoprire… tanto il prossimo ventennale sarà solo fra molti anni e quindi avete tutto il tempo.
[Zeus]