Kaltenbach Open Air – 15 Years Anniversary

[Riceviamo e pubblichiamo]

Ecco la locandina della quindicesima edizione del KALTENBACH OPEN AIR, che si terrà a Spital am Semmering [Austria] dal 20 al 22 Agosto 2020.

Per ulteriori informazioni:
sito: http://kaltenbach-openair.at/en/
info: http://kaltenbach-openair.at/en/info-en/

Per eventuali contatti: http://kaltenbach-openair.at/en/contact/

[Zeus]

In Nomine Satanas, Fosch – Per chi éla la nòcc (2019)

Arriva con qualche mese di ritardo la recensione del nuovo lavoro dei bergamaschi Fosch, band black metal che credo non abbia bisogno di troppe presentazioni, almeno per chi non snobba la scena nostrana.
Per chi éla la nòcc ci viene presentato dalla Broken Bones, particolarmente attenta alla scena italiana e all’underground, e anche questa volta ci porta qualcosa di interessante. “La band propone un’interpretazione personale del black metal legandola a tematiche che riprendono la tradizione e la cultura bergamasca”, ci dicono, ed è esattamente ciò che troveremo addentrandoci nell’ascolto.

La voce narrante, accompagnata da un arpeggio di chitarra acustica nell’opener Al calar del sul, ci introduce nell’oscurità della notte, tema che permea l’album. Poco più di due minuti e la sferzata di Crof ci assale, portando gelo e buio. Troviamo del riffing interessante in questo brano, che per quanto si rifaccia al classico black metal, dimostra la voglia della band di non essere troppo derivativa e di avere un minimo di ricercatezza, di personalità. Questo pezzo non è per niente scontato e racchiude in se diverse idee ben incastrate tra loro. Al microfono il singer Ol Pier si destreggia molto bene tra screaming e growl, cosa che apprezzo tantissimo, perché conferisce varietà e dinamicità.

Se già con il pezzo precedente la band colpisce favorevolmente per la creatività compositiva, con la successiva Fellonch varia ancora passando ad un mid tempo intervallato da accelerazioni in una traccia più classicamente black. Poi è il turno della title track che esplode con furia, veloce, tiratissima e carica di odio e violenza. 

L’album continua su questa scia, alternando cambi di velocità, atmosfere violente e cupe, parti aggressive e rallentamenti, momenti epici come in Amise ndela eta, sorele ndela mort, accenni al doom come in La procesiu di morcc, per un totale di otto tracce che non annoiano mai, che coinvolgono ed esaltano anche quando il minutaggio sale un po’. 

Visto che ho praticamente nominato tutti i brani in sequenza, proseguo con il track by track dicendo che la settima traccia, Fosch, portando il nome della band, è un po’ la summa di tutto ciò che è stato detto finora, mentre la conclusiva Ròsen ci regala un’ultima mazzata di gelido metallo nero per concludere in bellezza.

Un bel lavoro davvero quello dei bergamaschi, che rispetta le fonti del genere ma che non ha paura di metterci del proprio. Per gli estimatori segnalo anche la copertina in bianco e nero disegnata a mano, molto tradizionale. Ascoltatevi questo album, assimilate un po’ di dialetto bergamasco, poi andate ad abbuffarvi di birra e casoncelli! 
[Lenny Verga]