Kaltenbach Open Air – Tickets

Ecco i prezzi per i biglietti per la quindicesima edizione del Kaltenbach Open Air. Il bill dell’evento è di quelli di prim’ordine, con gente come Septic Flesh, Taake, Sodom, Primordial, Decapitated, Diabolical, 1914 e tanti tanti altri.

Il biglietto in prevendita costa 75 Euro (per tre giorni). Per il giorno singolo 40 Euro.
Al box office i prezzi sono di 85 Euro (per i tre giorni) e di 50 Euro per il giorno singolo.

Visto l’evento, c’è la possibilità di acquistare anche il biglietto VIP… per informazioni potete cliccare su questo link: TICKETS.

[Zeus]

Sinfonie dal Portogallo. Sirius – Aeons of Magick (2000)

Come i quasi contemporanei Liar of Golgotha, anche i Sirius non riescono ad attaccarsi bene alle enormi e ricche tette delle case discografiche. Il momento è quello giusto, il mondo musicale non aspetta altro che ulteriori ventate di quel black metal sinfonico e pomposo prodotto da gente come Dimmu Borgir e Cradle of Filth (et similia). Non siamo ancora allo sdoganamento totale, ma ci stiamo avvicinando di molto alla definitiva consacrazione del metal estremo come genere accessibile ai più. Il problema, quindi, non è la sordità del pubblico alla proposta ma il tempismo, la musica suonata o l’appeal che si trasmette alla gente/case discografiche. 
Se nel 1994 il problema era doppio e stante una musica di buon livello ti trovavi a confrontarti con un pubblico che non ti cagava (se non quello già convertito) e con poche case discografiche interessate; nel 2000, la gente è ormai abituata all’estremo e le label sono ormai colossi che cercano con la bava alla bocca la next big thing.
I Sirius sono portoghesi e dopo due dischi si sfracellano nel buio. Difficile ricordarseli, visto che l’esiguità della discografia non gioca a loro favore. Dalla loro, però, avevano dei fattori positivi: suonavano un genere ormai entrato nel trend (symphonic black metal) e cavalcavano potenzialmente l’onda lunga dei Dimmu Borgir/CoF. La differenza, però, è che all’alba del nuovo millennio, i due colossi norvegesi-inglesi sono in piena crisi e i Sirius registrano un ottimo disco. Troppo, forse. 
E lo dico conscio del fatto che a me, il symphonic black metal, non mi ha mai fatto impazzire del tutto. Va bene i Dimmu Borgir, vanno bene i Cradle of Filth… ma oltre a questo mi si ripropone come la peperonata. 
Quindi perché mi sento di consigliarli? 
Perché suonano bene, non trattano dei soliti due temi, hanno il dono di non pisciare fuori dal vaso (sette tracce, di cui due strumentali per neanche trequarti d’ora di musica) e Vukodlack (oggi negli Anathema) ha un buon gusto nelle orchestrazioni, anche se a volte sono sovrabbondanti e mi spaccano il cazzo.
Ok, direte voi, è symphonic black metal, vuoi che non ci siano pacchianerie miste? Mea culpa, ma l’ho detto che a me dopo un po’ annoia ‘sto genere. 
Dopo Aeons of Magick (mortacci loro e l’uso della ck), i portoghesi fanno uscire ancora un disco e poi saluti e giù il sipario.
Non ho idea del perché, che siano scazzi, soldi, uno si è inculato il cane dell’altro sotto l’effetto della chetamina o semplicemente non hanno saputo sfruttare il momento, ma fra tutte le band che avrebbero potuto avere una chance concreta, questi Sirius erano dei buoni candidati. 
Non ce l’hanno fatta, ma se vi piace il genere e non volete mettere su Eonian, provate questo LP del 2000. Forse vi si apre un chakra. Che cazzo ne so io. 
[Zeus]