Liquido di Morte – IIII (2019)

Quando ero un po’ più giovane passare una serata in casa in tranquillità non mi sembrava quasi mai un’opzione accettabile se non in situazioni limite come essere ammalato o talmente stanco da non riuscire a tenere gli occhi aperti. Uscire di casa non significava per forza andare per locali e con la mia compagnia di simpatici debosciati spesso ci piaceva passare le nottate all’aperto, tra prati, boschi, laghi e montagne, indifferenti alle temperature basse. Ci si portava da bere, se si poteva si accendeva anche un fuocherello in sicurezza e si passava il tempo a sparare cazzate e imbottirsi di alcolici. 
Situazioni analoghe le ho vissute anche ai festival, a notte fonda nelle aree adibite a campeggio, spesso in compagnia di sconosciuti. Arrivava sempre il momento in cui finite le chiacchiere e, pervasi da un piacevole torpore dovuto all’ebbrezza, ci si sdraiava sull’erba e si guardavano il cielo e le stelle.
Ascoltare i Liquido Di Morte, che già dal nome mi fanno impazzire, mi ha fatto pensare a che colonna sonora stupenda sarebbero stati per quei momenti. La psichedelia del loro rock/metal è talmente intrippante e penetrante da portarti immediatamente e facilmente a farti certi viaggi mentali, a estraniarti da tutto e lasciarti avvolgere dalla musica. 
Pezzi quasi esclusivamente strumentali dalla lunga durata li caratterizzano fin dall’omonimo debutto del 2014. Chitarre, basso, batteria ed un sapiente uso dell’elettronica sono ciò che troverete all’interno di ogni loro lavoro. Ricerca sonora, sperimentazione, sono tanti gli elementi che volendo si possono inserire nel discorso, ma tutto quello che dovete fare è lasciare scorrere la musica ed ascoltare, senza cercare per forza delle definizioni.
Il secondo album è del 2016, si intitola II ed arricchisce ulteriormente il sound. 
Il lavoro di inediti più recente, il terzo, è IIII del 2019 e mantiene inalterato il fascino già suscitato dalle pubblicazioni precedenti. Basta l’ascolto della prima track Uomo Fa Cibo per venire catturati e trasportati nel mondo dei Liquido Di Morte. Le cinque tracce contenute portano la mente dell’ascoltatore lungo viaggi mentali tra visioni futuristiche, apocalittiche (Tramonto Nucleare), percorsi astrali, allucinatori (Rebus (6/5)) e tutto quello che la musica riesce a suscitargli. Non è roba per fighetti, ma per chi ha veramente voglia di ascoltare e sperimentare sensazioni trasformate in note.
[Lenny Verga]

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