Io nei Kvelertak ci cred(ev)o, e molto: Splid (2020)

Penso di ricordarmi ancora abbastanza bene la prima volta che ho sentito i Kvelertak, anche perché è passato solo un decennio e la mia memoria funziona ancora discretamente per certe cose. Ero in macchina con Skan diretti da qualche parte (questo particolare non me lo ricordo) e ad un certo punto il barbuto bassista degli Slowtorch tira fuori sta band e la piazza nel lettore. Esplosione totale. I Kvelertak semplicemente spaccavano e il tutto senza tirar fuori niente di complesso, dentro l’esordio c’erano solo buone canzoni
Fattomi il palato buono con quel disco, mi sono comprato Meir.
L’ho preso a scatola chiusa, senza neanche fare il classico pre-ascolto; perché io, nei Kvelertak, avevo riposto la fiducia di una band “ignorante” ma con gusto. E niente, Meir non mi ha dato lo stesso piacere occulto di Kvelertak. Niente botta d’adrenalina, se non in poche canzoni. Ma forse ero io un po’ troppo pretenzioso e/o sofisticato: quello che cercavo era il mix di black metal, punk, heavy e le cazzo di chitarrine che tiravano la volata al successivo calcio in faccia
Piccola delusione e conseguente ascolto distratto di Nattesferd. Nel giro di tre dischi e sei anni, la band norvegese si era sgonfiata come un soufflé. Che ci volete fare? La vita è bastarda e figlia di cagna. Però ti rimaneva ancora quel primo disco e qualcosa del secondo per consolarti. 
Dopo Nattesferd ho perso di vista la band, presa com’era fra cambi di formazione e il parto di Splid, il quarto disco di una band che era una bomba e che adesso è unicamente buona quando tutto gira al meglio. 
E su Splid non gira sempre tutto al meglio.
L’inizio convince, anche se la voce di Troy Sanders su Crack of Doom mi fa girare il cazzo. In quattro canzoni ci trovi dentro un songwriting ad hoc, energia, maggiori iniezioni di hardcore e a tratti anche quello strano miscuglio che era la benzina dentro Kvelertak (il disco). 
I “problemi maggiori” arrivano dopo Discord e sono un monito del fatto che, i norvegesi, hanno i numeri per tirar fuori il brano che li potrebbe riportare in alto… ma non lo fanno perché non ci riescono più. E vorrei sottolineare che non stiamo parlando di canzoni di merda, perché su Splid funziona tutto, ma niente spacca al 100%.
Anche quando partono e ti aggrediscono, non salto più dalla sedia e non mi prende la voglia di andare al negozio di dischi e comprare il loro LP ad occhi chiusi. Ok, la questione delle aspettative e anche dell’effetto sorpresa, ma è comunque importantissimo il fattore “esplosione/botta”, se suoni come fanno i Kvelertak e ad un certo punto ti perdi in te stesso (Fanden ta Dette Hull! è figa, ma quasi 8 minuti sono decisamente troppi), mi partono i dubbi. 
La vita è veramente bastarda e figlia di cagna. Che volete farci? 
Io nei Kvelertak ci credevo… e fondamentalmente ci credo ancora, anche se ormai ho capito che non saranno (più/mai?) quella band bomba che avevo immaginato e che mi aveva fatto saltare sul sedile della macchina di Skan. 
L’ho già detto cosa penso della vita, no? 
[Zeus]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...