Ribadire il concetto di cover band con i Devils Whorehouse – The Howling (2000)

Chi se li sarebbe cagati i Devils Whorehouse se non ci fosse stato dentro Morgan dei Marduk? Probabilmente molto pochi e adesso non avrebbero una discografia di sei dischi (anche se quattro sono usciti sotto il monicker Death Wolf), ma la vita è così e bisogna farci il callo.
E cosa possiamo dire di questi Devils Whorehouse senza cadere nello scontato? Bella domanda, visto che son nati come momento di cazzeggio di Morgan (insieme a B.War) e non sono altro che un calligrafico tributo ai Misfits/Samhaim. Probabilmente entrambi avevano capito che i Marduk stavano cambiando, o necessitavano un cambio, e quindi hanno pensato bene di levare le tende per un po’ e di bersi tonnellate di birra e suonare qualcosa. 
Arruolano un clone di Danzig, suonano quattro accordi in croce e via con un EP che non dice niente neanche a volerlo, proprio come fanno in generale le cover band. Queste, però, hanno un senso come tributo; i Devils Whorehouse nel 2000 sono qualcosa che interessa solo a chi ci ha suonato sopra e niente di più, credetemi. Non fate l’errore di credere che il passare del tempo ha fornito una revisione storica di un progetto-cazzeggio e l’ha fatto diventare qualcosa di seminale. No, non c’è niente di tutto ciò in questo disco. Se volete sentirvi un clone di Danzig, potete farlo, e così se siete rimasti sotto ai Misfits da tempo immemore… ma io mi chiedo, perché dovete ascoltarvi qualcuno che ci tenta e non gli originali? Soprattutto perché chi ci tenta non riesce a far meglio dell’originale, come a volte capita nell’ironico mondo della musica. 
Mi accorgo adesso che questo EP compie vent’anni e non ne ho sentito la mancanza, qualcosa vorrà dire, no? 
[Zeus]