Un gioco di specchi. Dark Tranquillity – Moment (2020)

Alla luce dei fatti, i Dark Tranquillity non hanno mai prodotto un brutto disco; neanche We Are the Void può essere considerato brutto tout-court, ma piuttosto risulta vagamente inutile con punte di bruttura e inconsistenza. Nell’evoluzione musicale del post-2000, che possiamo far partire dopo le sperimentazioni di Haven, c’è stata stabilità ma pochissima inventiva, tanto che ci sono dischi di cui è difficile ricordarsi un brano e dove inserirlo in una discografia di quasi sei dischi.
I Dark Tranquillity hanno intenzionalmente portato avanti una rigorosa fedeltà a sé stessi, scansandosi di poco da un modello consolidato ma che ha ridotto l’attrattiva verso i dischi con il passare del tempo. Logico che con l’abbandono di Henriksson prima e Sundin poi, qualcosa nel songwriting doveva cambiare; non per altro perché, con il passare degli anni, il comando delle operazioni è stato assunto dal duo Jivarp – Brändström. Basti guadare i credits di Construct, Atoma e il nuovo Moment per capire l’evoluzione intercorsa nei Dark Tranquillity dal 2010 a questa parte. 
Ecco perché, al momento dell’annuncio dei nuovi singoli, mi sono messo paziente all’ascolto di Atoma. Che è paradossale, lo so, ma se devo capire cosa sono gli svedesi nel 2020 devo partire da cosa sono diventati nel 2016. 
Atoma, pur non ricordandomelo benissimo, era un buon disco. Diverso dal solito, ma almeno era un tentativo serio di riprendere in mano le redini di quello che era diventato un processo compositivo a tratti stantio e sclerotizzato. 
I singoli che hanno incominciato a girare su Spotify erano The Dark Unbroken e Phantom Days. Visto che non usciva niente di nuovo dei DT da 4 anni, mi son confrontato immediatamente con una vecchia volpe come Crazy Jester, spiegandogli un mio personale dubbio sulla prima delle due canzoni: perché dura quasi 5 minuti e mi da l’impressione di non partire mai? Scoperto che era della mia stessa opinione, mi son avventurato sul resto del disco che, per fortuna e dovere di cronaca, non è come The Dark Unbroken.
Moment ha uno “strano” feeling che lo fa rientrare nello stesso campionato delle ultime prove in studio dei Paradise Lost. Il disco è senza dubbio un prodotto nuovo, concepito in maniera diversa togliendo dall’equazione il ruolo importante delle chitarre per concentrare molto dell’impatto sul trittico voce-batteria-tastiere, ma è anche una serena rilettura e rielaborazione di alcune sonorità post-2000. Quindi Moment torna a ripensare il proprio passato per poter proseguire ed ecco perché solo dopo molti ascolti capisco perché Phantom Days mi verrebbe quasi da inserirla in Character, mentre altre canzoni sono espressione dei Dark Tranquillity post-Atoma. 
Avendo eliminato il ruolo centrale del riff (e quello dei soli, che in molti casi sembrano posticci), Stanne&Co. hanno gestito un disco in cui ci sono poche vere accelerazioni ma una maggiore propensione alle raffinatezze melodiche indotte dalle tastiere o dalle clean vocals di Stanne (Remain in the Unknown, giusto per citarne una). Se vogliamo, Moment aggiunge qualche spruzzata gothic e, nonostante lo abbiate già letto su tante testate da grandi, tutti i supposti rimandi al periodo Projector non ci sono visto che mancano due elementi che hanno reso quel disco importante nella discografia dei DT: a) l’elemento naif e b) il ruolo comunque centrale delle chitarre elettriche. 
Tutto questo non vuol dire che Moment non sappia regalare degli ottimi momenti, visto che canzoni come Identical to None o Standstill sono comunque capaci di regalarti delle emozioni; e, non sono le uniche che riescono a prenderti bene, pur non avendo quel tocco in più che Atoma aveva preannunciato e a cui i Dark Tranquillity, forse a causa delle continue rivoluzioni di formazione, non hanno saputo dare un seguito concreto. 
Il nuovo percorso iniziato con Atoma viene confermato anche con Moment, LP che pur ricalcandone molti tratti salienti non ne è una copia e, anzi, prosegue l’evoluzione del songwriting in termini di maggiori suggestioni ritmiche e di tastiera/elettroniche. 
[Zeus]

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