Come dice la pubblicità, il CBD è Yoga in gocce. Weedeater – … And Justice For Y’all (2001)

Mentre il cadavere dei Buzz*oven riposava fra fumo e rifiuti in attesa di essere riesumato chissà quando (per la precisione nel 2011), Dave Collins sposta la sua attenzione su un nuovo progetto: i Weedeater. Nel 2001 debuttano, mentre lo stoner ha ormai segnato il passo e lo sludge era invece in rampa di lancio con sempre più band a farsi portavoce della musica del disagio. La cosa bellissima dello sludge è che, pur possedendo caratteristiche tutto sommato abbastanza “standard” e tratti comuni, viene declinato in maniera personalissima a seconda della città (non del Continente) in cui viene suonato. Tutto dipende da quanto alcool gira, quanta (e quale) droga viene consumata e che tipo di abbruttimento si portano appresso i brutti ceffi che lo suonano. Negli Eyehategod c’è l’eroina, il cayun e quella vecchia puttana morente di New Orleans, nei Weedeater gira whisky da pochi dollari a bottiglione e THC, e la cosa si sente senza neanche doversi sforzare troppo. 
… And Justice For Y’All è uno di quegli LP che consumi tenendo cioccolata e cibarie vicine perché la fame chimica è una brutta cosa, ma non puoi non notare che puzza come un barbone alcolizzato. Dave Collins sembra essersi inghiottito una polpetta di carne arricchita con lamette, visto che la voce è “canina” e tutto il disco gira intorno al suo basso croccante, grosse manate di blues, sporco sotto le unghie, calzini che puzzano e l’odore inconfondibile di canne. Amo questo genere di dischi, quelli dove tutto parte piano e poi col passare del tempo cresce e la musica diventa sempre più sporca, più intensa e molesta. Fateci caso, tenendo fuori dal conteggio lo strumentale Tuesday Night e l’iniziale blues assassin(at)o di Monkey Juktion, tutto il resto di …And Justice For Y’All è una crescita costante (Truck Drivin’ Man è un treno); tanto che anche la cover di Southern Cross ci sta benissimo ed è resa in maniera talmente zozza e rozza che non diresti mai che è stata suonata, originariamente, da Crosby, Stills and Nash
Nel grande bong dello sludge, i Weedeater ci sguazzano senza problemi e questo debutto non sarà privo di qualche leggero calo o momento “più standard”, ma se sentite la nostalgia di quei tempi in cui fare schifo era un dovere morale ed essere un alcolista-tossicodipende un fattore importante per poter anche solo approcciare la musica del disagio, allora recuperare …And Justice For Y’All a vent’anni di distanza è un obbligo più che un consiglio. 
[Zeus]

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