W.A.S.P. – Unholy Terror (2001)

Ho sempre avuto un debole per gli W.A.S.P. e Blackie Lawless, al di là dell’immagine provocatoria degli inizi. A ben guardare la loro discografia, quasi tutto ciò che hanno pubblicato negli anni ’80 e ’90 può rientrare nella categoria dei classici e non a torto. Dismessa in parte l’immagine selvaggia, Mr. Lawless dimostrò un grande talento sia compositivo che esecutivo come chitarrista e cantante e quindi di non essere solo il fenomeno del momento.
Il prossimo anno la band festeggerà i quarant’anni di carriera, che non sono certo pochi, e il qui presente Unholy Terror ne segna più o meno l’inizio della seconda metà, essendo la prima pubblicazione del nuovo millennio, segnato da lunghe pause discografiche ed un’ispirazione altalenante rispetto al passato.
Quello che rimane di Unholy Terror dopo vent’anni, anche se non figurerà mai tra i classici della band, è un album estremamente coinvolgente, con ottimi pezzi ed alcune tracce killer come l’opener Let it Roar, Loco-Motive Man, Raven Heart e Charisma, con quest’ultima che ci riporta ai fasti di The Crimson Idol.
Un album che sono contento di aver riascoltato dopo tanto tempo e che meriterebbe più considerazione all’interno della discografica degli W.A.S.P..
[Lenny Verga]