Che alla fiera mio padre comprò… Marrasmieli – Between Land and Sky (2020)

Due cose mi hanno attratto verso questo LP su Spotify (ormai la mia unica fonte di conoscenza musicale): la copertina e il nome del cazzo. La prima puzza di Falkenbach e viking in maniera così ostentata che devi andare a sentire cosa fanno; il secondo, Marrasmieli, mi ha fatto ridere e l’ho trovato inutile. Poi ho letto che in finnico significa una cosa come la morte della mente/dello spirito. Ma a me fa ridere, che volete farci, il mio senso dell’umorismo ormai potrebbe andare bene per il scoregge nei vari cinepanettoni. 
Sotto l’aspetto musicale, invece, c’è qualcosa che non capisco nel debutto dei Marrasmieli: Between Land and Sky. Le canzoni durano tutte molto e i tre musicisti, secondo Metal Archives sono degli emeriti sconosciuti nella scena finlandese, hanno una bulimia compositiva che mi lascia francamente stordito. E, a volte, sinceramente con un’imperante rottura di palle. Il problema principale non è che non sappiano suonare e lo dimostrano infilando nelle canzoni almeno un paio di riff molto interessanti (The Ardent Passage ha un riff che assomiglia molto a quelli degli ultimi Amorphis) o melodie notevoli, ma è tutto il contorno che poi incomincia a puzzare. Centomila cose in un brano sono troppe e non hanno un senso compiuto, a meno che non vuoi oompah da delirio alcolico e in versione open mic
Di certo mi viene da inserire i Marrasmieli nel grande calderone del viking metal, ma invece che pescare nel black metal, i finnici sembrano decisi a puntare le loro fishes su una sorta di viking’n’roll, visto che almeno nella prima parte del disco il riffing e l’attitudine pesca molto nel groove del rock e heavy metal. E fin qua potrei anche soprassedere. Il fatto è che non si accontentano di quanto creato, devono per forza infarcire ogni singolo momento della canzone con tastiere, accordion e via dicendo e qua mi partono i Cristi e le Madonne. I Falkenbach sono di un’altra categoria perché sanno quando serve buttarci dentro orchestrazioni,i Marrasmieli le inseriscono a membro di segugio e tanto al chilo, finendo così nella categoria di chi dopo poco mi rompe il cazzo.
Su sei brani, salvo realmente pochissimo e non tutto in una canzone. La seconda metà del CD è qualitativamente un po’ meglio della prima, ma stiamo parlando di un debutto e quindi di una band che aveva mille idee e le ha inserite tutte in Between Land and Sky
Spero capiscano che l’abbondanza di carne al fuoco è un pregio unicamente in cucina, nel resto è solo una rottura di palle. 
[Zeus]