Il primo singolo dei The Halo Effect: Shadowminds (2021)

Sono certo che la notizia non vi sia sfuggita, nel caso contrario ve la dico io: si sono formati i The Halo Effect. Per chi si fosse collegato solo ora, i The Halo Effect non sono altro che una partitella fra amici con transfughi dei vecchi In Flames (Jesper Strömblad, Peter Iwers e Daniel Svensson) e membri attuali di In Flames (Niclas Engelin, chissà per quanto rimarrà con Fridén e Gelotte visto che è andato a far comunella con degli epurati) e di Dark Tranquillity, dicasi l’onnipresente e ormai unico detentore del marchio: Mikael Stanne.
Per chi ascolta melodic death metal e non si è preso a male con la svolta deplorevole che ha preso il genere post-2000, allora può gioire e cercare una luce in questo novembre triste e con il rischio concreto di nuovi lockdown. Gli altri, invece, dovranno aspettare l’album intero per capire che cosa vogliono essere i The Halo Effect.
Perché ad ascoltare il singolo, signori e signore, non è che si capisca benissimo. A parte il fatto che Shadowminds mi solleva qualche mah, boh, non so… di troppo. E lo dico sapendo che i singoli rappresentano l’album finale come i politici il popolo, quindi praticamente niente. O solo in minima parte, e neanche quella buona.
Nelle caselle dei punti positivi metteteci pure che Shadowsmind è immediatamente riconoscibile: non ci sono dubbi che è un disco derivativo; anche se, per fortuna, non si porta appresso niente di quanto hanno fatto i Cyrha che, per quanto mi riguarda, rientrano in un incidente di percorso di Strömblad. O, almeno, continuo a ripetermelo costantemente tentando di convincermene.
Shadowsmind fa girare le lancette al contrario e mi riporta in mente i Dark Tranquillity del 2000, quelli che facevano uscire Haven, forse con un briciolo di Fiction dentro. Più la ascolto e più mi accorgo che la canzone ha tutti i tratti di quei Dark Tranquility: l’elettronica, le chitarre e le ritmiche da leggero headbanging. Ovviamente la voce. Sembra quasi un’outtake di quel periodo storico. Mentre degli In Flames sembrano pescare un po’ dal periodo intermedio, vediamo se e quanto rimarrà di questa impressione una volta che uscirà il disco vero e proprio.
Per il momento mi tengo questo primo pensiero, scrivo di getto e tento di imprimere sulla “carta” quello che sento. In un prossimo futuro forse i riferimenti cambieranno.
[Zeus]