Týr – How Far to Asgard (2002)

Sono stato uno di quei tanti bambini che durante gli anni delle elementari ogni tanto apriva l’atlante geografico a caso e guardava affascinato quelle immagini di terre sconosciute, leggeva nomi a volte incomprensibili, a volte difficili anche solo da pronunciare, e viaggiava con la fantasia. Però devo ammettere che ho saputo dell’esistenza delle Isole Faroe molto, ma molto tempo più tardi e proprio grazie ai Týr e al loro album d’esordio, uscito esattamente vent’anni fa, intitolato How Far to Asgard. Mea Culpa.
Anche se non c’entra niente, più o meno nello stesso periodo scoprii  anche l’esistenza delle Isole Svalbard grazie al romanzo La Bussola d’Oro di Philip Pullman, questo per ribadire che quando una forma d’arte è valida porta inevitabilmente a scoprire qualcosa di nuovo, ad ampliare le proprie conoscenze. 
L’esordio dei Týr comprende già tutti i trademark della band, cioè un viking metal fortemente influenzato dalla musica tradizionale faroese, con testi che alternano la lingua autoctona con l’inglese, con strutture semplici, mid tempo ed un predilezione per l’utilizzo di chitarra, basso e batteria per riproporre le melodie folk piuttosto che strumenti acustici e tradizionali. 
Un inizio più che buono per una band che maturerà e migliorerà col tempo, distinguendosi per personalità e stile, con il merito di aver fatto scoprire la propria terra e la propria cultura, secondo me, ad un sacco di gente, non solo al sottoscritto. Se non li avete mai ascoltati potrebbe essere l’occasione giusta per dargli una possibilità.
[Lenny Verga]

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