Vital Spirit – Still as the Night, Cold as the Wind (2022)

Ehi tu, lo sai che la tua faccia assomiglia a quella di uno che vale 2000 dollari?
Già, ma tu non assomigli a quello che li incassa.

Prendetemi per matto, ma i Vital Spirit di Still as the Night, Cold as the Wind mi son piaciuti. E parecchio anche. E sì che partivano sotto terribili auspici, visto che il misto fritto fra black metal veloce e melodico, un po’ di scuola svedese di sente, colonne sonore alla Morricone (sentitevi solo il finale di Blood and Smoke) e vicende folkloristiche degli indiani d’America mi aveva messo quel giusto rispetto e timore. Però poi ci ho pensato bene: son tutti bravi a fare i cattivoni con tematiche vichinghe da discount o “perdendosi” in foreste grandi quanto la serra sul mio balcone. Altro conto é immergersi per bene nella realtá di dove si é, quindi eviterei le tematiche vichinghe se sei in Etiopia, e visto che i due sono canadesi e agli indiani d’America la zona di Vancouver proprio non faceva schifo, allora l’equazione é subito fatta. E il duo canadese non si fa pregare e tira fuori un disco che, forse, non finirá in cima alle classifiche di fine anno, ma Still as the Night, Cold as the Wind lo sto ascoltando da settimane e mi piace. Non mi annoia e gli inserti di americana/roots sono ben integrati nel contesto, tanto che una Saccharine Sky é un intermezzo acustico pieno di apporto emotivo.
Ammetto che ho un piccolo debole peri l country, vai te a sapere perché, ma un mix concepito alla stregua dei Vital Spirit mi mette l’animo in pace dopo mille dischi dove il folk era pura vaccata e/o scopo ultimo per accalappiare la poveraccia appena capita al concerto metal.
Vorreiv peró sottolineare un fattore importantissimo, cosa che forse in questo agglomerato di parole potrebbe essere sfuggito: Still as the Night, Cold as the Wind é un disco black metal al 100%. Non arretra di un minuto dal suo incedere veloce, pur guardando con favore sia alle progressioni melodiche sia ad elementi piú groove in termini di riff, e lo screaming di Kyle Tavares é in costante procinto di fargli sputare le corde vocali e mezza trachea. Forse questo è uno dei pochissimi punti meno forti del disco, visto che lo screaming è torcitonsille, ma alquant Quindi non pensate di avvicinarvi a questo LP con lo stesso stato d’animo con cui aspettate, che ne so, l’ennesimo disco degli Eluveitie o degli Amon Amarth (perché loro sì che sono vichinghi!) perché ne rimarrete giustamente delusi. Un po’ come guardarsi Peaky Blinders e lamentarsi che dentro ci sono omicidi e sangue.
Penso che non ci sia poi molto altro da dire, i Vital Spirit dovete ascoltarli e son certo che Still as the Night, Cold as the Wind vi prenderá come ha preso me. Poi vedete voi se fare il tifo per le Giubbe Blu o per i Comanches. La mia scelta era chiara dall’inizio.
[Zeus]

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