Witchery – Nightside (2022)

Lo sanno anche i sassi che i Witchery, quelli veri e propri con idee che ti facevano saltare dalla sedia, sono finiti dopo il terzo LP; e già la sto prendendo larga perché Symphony for the Devil non era proprio un capolavoro al 100%. Però aveva un qualcosa che ti faceva dire: sono i Witchery. Poi sono crollati, passando da gruppo che amava divertirsi (e divertire) ad una band che si è presa sul serio finendo per restarci sotto. Don’t Fear The Reaper non mi è piaciuto particolarmente, mentre Witchkrieg con Legion alla voce mi piace per motivi a me sconosciuti, e vi giuro che il disco non è considerabile un esempio fulgido di LP funzionante in toto. Però aveva dentro i riffoni, delle linee vocali come Demonio comanda e quindi tanti saluti.
Questo fino al 2010, poi la musica cambia. Due cantanti nuovi, l’ex singer dei Dark Funeral subito rimpiazzato per problemi di salute, e l’attuale Angus Norder e quindi altri tre dischi compreso questo Nightside. In His Infernal Majesty’s Service del 2016 è un buon CD: suona potente, compatto e con buoni riff, un suono che ti stacca le piombature dei denti e le parti “d’atmosfera” sono in fin dei conti contenute; tutto il contrario il suo successore. 365 giorni dopo essere ritornati in pista, i Witchery danno alle stampe I Am Legion che suona piatto, pur con alcuni momenti buoni, ma troppi filler e le temute parti atmosferiche, che già funestavano abbastanza Symphony for the Devil, emergono prepotenti fino a spaccarmi il cazzo.
Potete ben capire che il nuovo disco non lo stavo aspettando proprio con il fiato sospeso. I Witchery erano già col fiato corto nel 2001, vedete voi nel 2022. Invece mi rimangio tutto e confermo una cosa: Nightside è un buon disco, per quanto ormai sembra che la band debba mettere per forza parti atmosferiche inutili (Er steht in Flammen o l’intro Under the Altar) o finiscano nella trappola del filler (Left Hand March). Però, per tre tracce loffie, ce ne sono molte altre che sono di tutt’altra pasta.
Witching Hour mi ha ridotto in pezzi i timpani, visto che esplode dopo l’intro registrata a metà volume (e io ci son cascato, credendolo un errore), ma la canzone tira fuori una serie di riff killer, un Norder sugli scudi e buone idee nel songwriting (cori e pre-cori sono da cantare a pugno alzato con il tuo socio). E via dicendo per tutto il resto del disco, soprattutto nella violentissima Churchburner, nel duetto con Jeff Walker in A Forest of Burning Coffins o le influenze slayeriane di Crucifix and Candle. Se volessi trovare un punto dove Norder sembra inumano, provate ad ascoltarvi Storm of the Unborn – il suo scream è belluino.
Anche la title track in chiusura funziona: non accelera mai, ma costruisce una bella atmosfera tramite l’utilizzo di mid-tempo, scream e un po’ fighetteria nel backgroud. Ci sta, visto che qua il mid-tempo non è refugium peccatorum di chi non ha idee, ma aumenta esponenzialmente il peso specifico il brano.
Nightside dei Witchery fa riprendere quota al quintetto svedese. Non è un capolavoro, e non me lo aspettavo, ma è un disco solido che spazza via molti dei dubbi che funestavano I Am Legion. Potevano fare di più? Certo, ma più in termini sottrazione più che di aggiunge. Levate dalle balle le parti atmosferiche e la debolissima Left Hand March e avete un LP di poco meno di 30 minuti che spacca.
[Zeus]

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