Dalla Grecia con ignoranza. Sadistic Noise – A Decade in the Grave (1999)

Come è immaginabile, alcuni dei dischi di questo recuperone generale dell’annata 1999 non li ho mai sentiti neanche a pagarli. Uno di questi è A Decade in the Grave dei greci Sadistic Noise. Band mai sentita e se vi state aspettando qualcosa di simile a Rotting Christ o Varathorn, cambiate recensione che questa non fa per voi.
I Sadistic Noise emergono dalle fogne sulla fine degli anni 80, fanno a tempo a tirar fuori tre cose (di numero) prima di fermarsi per 9 anni, registrare A Decade in the Grave e poi mettere fine alla loro avventura. Il che è un bene, visto che sono talmente ignoranti che ascoltati più di qualche ora nel corso di un decennio ti fanno scendere il Q.I. di diversi punti. Veloci, sporchi, registrati a cazzo di cane e con la voce che sembra passata attraverso l’aspirapolvere, i Sadistic Noise sono la provincia operaia del death/black metal. Gruppi che non arriveranno fortunatamente mai al successo e che, quando riescono ad incidere qualcosa, sparano tutte le cartucce con furia cieca… ma sbagliando il bersaglio di qualche decina di metri. 
L’importante, però, è proseguire cazzo duro e senza futuro. E loro, il futuro, non l’hanno neanche annusato.
I tre greci ci credono visto che l’LP in questione, nei suoi 45 minuti, è tutto quello che Euronymous ha sempre detto: no fun no mosh no core no trends. Aggiungo anche no figa visto che è quantomeno improbabile ricevere la visita delle conigliette di Playboy mentre ascolti i Sadistic Noise.
A Decade in the Grave non è appetibile alle masse, non è digeribile neanche per chi il genere lo ascolta e, francamente, si capisce perché ci hanno messo 9 anni per farlo uscire e poi lasciarlo sul marciapiede come una cagata di cane. 
In questo 1999 di visioni distorte, corruzione degli ideali, suoni plasticosi e l’avanzata dello sputtanamento generale di molti generi estremi, i Sadistic Noise alzano la mano e dicono ad alta voce: a noi del trend non ce ne frega un cazzo
Infatti non verranno neanche ricordati, da tanto testardi sono. 
Sono nati, hanno vissuto e sono morti come il più testardo giapponese sulle isole del Pacifico: non hanno capito che erano al posto sbagliato, nel momento sbagliato e con il suono sbagliato. 
Ci hanno tentato, comunque. Non è proprio scontata come cosa. 
[Zeus]

Inquisition + Entombed AD + Abbath + Behemoth (Trezzo sull’Adda – 11.02.16)

Questo concerto, per la compagine di Themurderinn del Nord, potrebbe benissimo essere inserito nella lista della “Scimmia sulla schiena”-tour. Ci abbiamo messo un po’ di tempo a deciderci, ma poi ha vinto la voglia di andare a prenderci un paio di pizze in faccia da quattro grossi calibri del black/death metal USA-Europa.
La scintilla del viaggio è stato l’ascolto, pressoché ininterrotto, degli album degli Inquisition, cosa che ha fomentato, e non poco, il duo formato dal sottoscritto e dal buon Skan.
Il problema? Partire troppo tardi.
Risultato? Concerto degli Inquisition perso senza possibilità di revoca (a nostra discolpa, hanno messo il duo colombiano alle 18 ed era difficile riuscire ad arrivare in tempo) e idem dicasi per gli Entombed AD. Per gli svedesi è stato un problema dato dal navigatore che si era fumato qualche etto di hashish digitale e ha sballato location.
Con questo proposito entriamo al LIVE CLUB di Trezzo sull’Adda (ribattezzato subito Trezzo sull’Abbath, perché essere metallari comporta essere anche ignoranti forte… e al ritorno abbiamo anche passato il sempre malvagio Orion Al Serio) e ci godiamo, dopo il classico giro al merchandising, il concerto di Abbath.
La separazione dagli Immortal, dopo aver perso la causa per il nome, non ha portato quelle patetiche convivenze della band con due line-up diverse e due nomi quasi identici…. cosa che mi avrebbe fatto cascare i coglioni a terra. Gli Immortal rimangono gli Immortal (anche se ci sono dubbi su chi ci sarà dentro) e Abbath va solista e tenta di metterci la faccia.
Il concerto segue la pubblicazione del suo album solista (ABBATH) e perciò il set è concentrato al 90% sui brani dell’unico disco a disposizione. Per rimpolpare il set, il frontman inserisce anche alcuni brani di Immortal e degli I (la sua prima fuga solista). Sensazioni? Abbath è un frontman consumato, sa che ha popolarità e seguito, ma è conscio che sta rischiando da solo e perciò riduce il numero di buffonate a qualche siparietto con crabwalk durante All Shall Fall e faccette durante gli stacchi. Il resto è un black dal taglio thrashy e via senza troppi fronzoli. King Ov Hell fa la macchietta di lato, si agita ma, dalle sagge parole di Skan, è “una fighetta“. I due session sono sconosciuti ai più e fanno il loro dovere senza infamia e senza lode.
Pausa e poi ecco che il palco viene addobbato per l’entrata in scena dei Behemoth. L’ultima volta che li abbiamo visti, i polacchi si portavano tutto a spalla… adesso, con i dollari fumanti provenienti dall’ultimo The Satanist, ecco che ci sono nugoli di roadie schiavizzati. Potere dei soldi.
Si abbassano le luci ed ecco che partono i Nostri. Nergal e soci sparano fuori tutto l’album The Satanist, ma in una maniera molto più teatrale del solito. L’aspetto visivo, con immagini proiettati sugli schermi, donne discinte che benedicono il pubblico, ostie dei Behemoth (product placement) distribuite alle prime file, fuoco e fiamme etc, è importante tanto quanto l’aspetto musicale vero e proprio. E, vi posso assicurare, l’esecuzione del disco è perfetta.
I Behemoth sono freddi, teatrali, cattivi e precisi, un vero piacere ascoltarli. La batteria di Inferno si sente benissimo e le voci/strumenti sono ben equalizzati.
Finito il set dedicato a The Satanist, ecco che incomincia una seconda, brevissima, parte di set. Questo secondo atto vede il ripescaggio di alcuni brani più datati (Pure Evil And Hate) e poi tre perle come Antichristian Phenomenon, Conquer All e Chant For Eschaton 2000.
Poco prima di mezzanotte è finito tutto, lasciandoci con la voglia di altre canzoni (As Above So Below, Slave Shall Serve, Christians To The Lions… solo per citarne alcune) che non verrà soddisfatta.
Speriamo in un set diverso per la prossima volta (se ci sarà, viste le voci che girano)… visto che, come avete capito, i Behemoth sono un gruppo con i controcoglioni e da vedere!
Questo non è un consiglio, è un ordine.

[Zeus]