ABBATH – ABBATH (Season of the mist – 2016)

Penso che ad Abbath non serva nessuna presentazione, ma se mai dovessi farlo conoscere a qualcuno che non sa chi sia, direi certamente che è uno dei più amati cantanti Black Metal, fondatore di una dei gruppi black metal più influenti di sempre, gli Immortal. Dopo il scioglimento della band formò la sua band personale, chiamata semplicemente I. L’album di debutto, Between two Worlds uscì nel 2006. A dieci anni esatti da quel giorno, Abbath crea una nuova Band, chiamata Abbath e il nuovo lavoro, intitolato anche questo Abbath. La copertina, con il suo faccione ricoperto dal suo inconfondibile make-up in primo piano, attira decisamente l’attenzione anche di chi, incredibilmente, non ne ha mai sentito parlare prima.

Gli otto pezzi più le due bonus track che compongono l’album, sono a mio parere, una vera bomba sonora. Abbath in questo lavoro ha puntato molto su riff orecchiabili, concatenati uno dietro l’altro e sparsi su tutta la lunghezza delle canzoni. Una mossa vincente, l’album è facilmente ascoltabile già dal primo momento. Nella song di apertura, “This is war”, si sente tutta l’epicità del disco, suoni malvagi ed energici. Il pezzo successivo, “Winterbane”, con il suo tempo più veloce e un ritornello che ritorna, se così si può dire, sul melodico è una chicca da ascoltare e riascoltare. “Ashes of the Damned”, song dallo stile black metal più classico (almeno all’inizio) e “Ocean of Wounds”, con l’assolo di batteria iniziale e il ritmo martellante, ci trasportano fino a “Count the Dead” e “Fenrir Hunts”. Finalmente una canzone in vero Black Metal style, che insieme ad Endless, ci fa ritrovare le sonorità del freddo nord.

Un album tutto da ascoltare e credo che sarà molto interessante vederlo dal vivo, dato che Abbath sarà in febbraio in tour europeo insieme ai Behemoth. Un occasione da non perdere di certo.

Voto 8,5

 

TRACKLIST:

To War
Winter Bane
Ashes Of The Damned
Ocean Of Wounds
Count The Dead
Fenrir Hunts
Root Of The Mountain
Eternal

[Manuel]

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Rhapsody Of Fire – Into The Legend (AFM RECORDS)

Chi di noi, nato negli anni ottantanta, non si ricorda del primo ascolto dei Rhapsody, probabilmente Simphony of the Enchanted lands, magari scambiato tra i banchi di scuola.
Era la fine degli anni novanta, e noi ancora acerbi nell’ascolto della musica metal, siamo rimasti estasiati dal riff iniziale di Emerald Sword. Ormai sono passati quasi vent’anni da quella volta, ma i Rhapsody, diventati col tempo “of Fire” sono ancora una delle band di riferimento del Power Metal.
Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare il loro nuovo lavoro, INTO THE LEGEND in uscita il 15 gennaio in Europa e due settimane più tardi negli Usa in anteprima.
L’immagine di copertina segue il filo degli album precedenti con l’immancabile drago/aquila, che già ci fa supporre cosa sentiremo nell’album. Anche la tracklist segue il tradizionale schema degli ultimi album.
L’intro, epico con voci corali e sinfoniche ci collega direttamente a quella che sarà di certo una delle hit dell’album, “Distant sky”, una perfetta canzone Rapsodhy-style, con riff legati, ritornello melodico e assoli velocissimi. Segue la title track “Into the legend”, da cui è stato tratto anche il primo video ufficiale, che viaggia sullo stesso schema melodico della precedente, seguita da “Winters Rain”. La prima vera variazione nell’album la troviamo con la quinta song “A voice in the cold wind”, pezzo che inizia con un bel riff lento ed esplode con un giro folk celtico molto interessante. “Valley of the shadows”, classica canzone dai tempi ritmati con una voce soprano femminile che fa da collegamento agli acuti epici di Fabio Lione. Una mielosa “Shining Star” ci trasporta a “Realms of Light”, forse la canzone più Heavy di tutto l’album, che ricorda nell’intro qualche pezzo dei Judas Priest, molto interessante. L’album si chiude con “Rage of Darkness” e “The Kiss of Light”, pezzo quest’ultimo, che sicuramente non eccelle in confronto agli altri pezzi dell’album, con un’intermezzo lento al centro, composto da cori “epici”, pezzi arpeggiati e suoni di archi. Anche la durata del pezzo, può considerarsi epica con ben 16 minuti di musica, ma che onestamente proprio non mi arriva al cuore.

In complesso l’album è buono, molto simile ai lavori precedenti, sia per melodie che per stile compositivo. Del resto, non è facile essere originali in un genere ormai quasi sparito dai lettori cd e mp3 del mondo, che andava molto in voga negli anni novanta, ma che ormai è praticamente decaduto.

Voto 6,5

01. In Principio
02. Distant Sky
03. Into The Legend
04. Winter’s Rain
05. A Voice In The Cold Wind
06. Valley Of Shadows
07. Shining Star
08. Realms Of Light
09. Rage Of Darkness
10. The Kiss Of Light
[Manuel Demori]

Ep Celebrativo per i Deadly Carnage

[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO]

L’ultimo giorno dell anno è arrivato e si conclude in degno modo con questa news succulenta da parte dei nostri Deadly Carnage. Il 2016 si apre con il nuovo EP del quartetto riminense CHASM   realizzato appositamente per celebrare i 10 anni di attività della band (ricorrenza avvenuta il 21 Dicembre). “Chasm” e uscirà ufficialmente ad inizio 2016 (fine Gennaio/inizio Febbraio) sarà una versione specale “da collezione” creata appositamente per i nostri sostenitori più affezionati, infatti è appositamente limitata a 100 copie, la versione in questione è composta da: Vinile 7″, CD, spilla commemorativa e foto autografata da tutta la band.

L’EP sarà un vinile 7″ e 45 giri, presenta due brani (uno per lato) totalmente inediti e registrati appositamente per questo EP. I brani in questione sono “Night Was the End” sul lato A e “Home of Mirrors” sul lato B che è appunto il brano del video.

Il video di HOLE OF MIRRORS invece è stato rilasciato esattamente il 21 Dicembre in concomitanza con il decimo anniversario, come per tutti i video precedenti il regista è Danilo Montagna che potete vedere QUI!!!

per qualsiasi altra informazione contattate la Band a questo Link: https://www.facebook.com/DeadlyCarnage/?fref=ts

La Rock’n’Roll Arena CHIUDE

[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – con un po’ di ritardo…]

E’ con grande dispiacere che pubblichiamo la notizia apparsa 2ore fa sulla Pagina Ufficiale della Rock’n’Roll Arena di Romagnano Sesia ovvero chiusura il prossimo 30 Gennaio.

Purtroppo un’altro grande locale chiude. Da parte del nostro staff voglio dire un grande GRAZIE per averci regalato tante belle serate e tanto divertimento..e sopratutto per averci creduto! Grazie Ragazzi!!!

Di seguito il comunicato stampa:

“Amici, Rockers.

Quello che stiamo per dirvi è il frutto di una decisione maturata già a maggio 2015, alla fine della stagione precedente.
Abbiamo pensato a quale fosse il modo migliore per dirvelo, e come quando devi lasciare qualcuno a cui vuoi comunque bene, non c’è un modo bello o indolore per dirlo:
SABATO 30 GENNAIO la Rock’n’Roll Arena arriverà alla fine del suo meraviglioso viaggio.

Davvero, non fate quella faccia, siete orribili.

Un viaggio di quasi sei anni attraverso centinaia di concerti, migliaia di nuovi amici, innumerevoli abbracci, lacrime, baci, risate che ti viene il mal di pancia ma ne vuoi ancora; un viaggio che abbiamo vissuto con lo stesso entusiasmo e lo stesso obiettivo dal primo giorno: vivere il Rock’n’Roll.
Il Rock’n’Roll non è solo Musica, è uno stile di vita; Rock’n’Roll è sorridere quando vorresti piangere, è tenere duro quando tutti mollano, è non poter fare a meno di andare in pista a ballare anche se la pista è vuota, è fare delle scelte e accettarne le conseguenze.

Appunto.

Se questo covo di immarcescibili appassionati è riuscito a:
• partire senza meta ma arrivare molto più lontano di qualsiasi speranza iniziale
• affrontare e superare più di 400 serate e più di 1000 bands in una provincia sfigata
• trasformarsi da brutto anatroccolo ad anatroccolo dignitoso
• ospitare le uniche tappe italiane di alcuni artisti leggendari
• capire che gli Animals As Leaders non erano una associazione animalista prima di tutti gli altri in Italia
• annullare una serata che rischiava di diventare pericolosa per becere “motivazioni” extra-musicali e trasformarla in un benefit show a favore del terremoto in Giappone in 48 ore con successo
• organizzare un concerto degli Impaled Nazarene il giorno di Pasqua
• battere 11-1 i Therapy? a calcio a cinque
• veder perdere l’innocenza a molti di voi
• veder perdere l’equilibrio a molti di voi
• far capire a La Stampa dopo 5 anni che il nome del locale era Rock’n’Roll Arena e non Rock Arena
• vedere nascere amori che durano ancora oggi dopo anni
• vedere nascere amori finiti la sera stessa
• farsi implorare dai Periphery per avere la nostra ricetta delle patate al forno
• pagare tutte le bollette, gli artisti, la siae, le tasse, i fornitori, l’affitto
• vedere persone arrivare alle 14, sbronzarsi fuori dal locale durante il pomeriggio e dormire sui divani durante il concerto
• montare una rete per proteggere un artista dal lancio di trote e uova e poi pulire il palco a fine serata
• raccogliere da terra le migliaia di pop-corn seminati in camerino da Mr. Steven Adler
• dissetare la più grande folk metal band italiana
• farvi vedere in anteprima mondiale come sarà tra trent’anni quella band di Milano che abita vicino al tizio verde
• avere 33 cowboys sul palco ma nemmeno una mucca
• ascoltare quattro suore sul palco che suonano “Man In The Box” degli Alice In Chains
• sopravvivere alle penne all’ubriaca di una band emiliana
• sopravvivere a “Toxicity” dei SOAD, “Girls Girls Girls” dei Motley crue e “Killing In The Name” dei RATM
• sopravvivere – non senza postumi – agli aftershow
• decidere di organizzare una data perchè il motto della band era “The Music is a big party; we don’t promote sadness on stage”
• avere Vinnie Paul sul palco e una gigantografia di Dimebag Darrell appesa in sala nello stesso momento
• vivere e farvi vivere emozioni e momenti che non si cancelleranno mai
• avere così tanti aneddoti da raccontare che è meglio fermarsi qui

è solo ed esclusivamente grazie a voi, amici in attesa di una spiegazione, che è in tutta onestà solo questa: abbiamo dato tutto, ed è arrivato il momento di nuove avventure.
A tal proposito, rimane comunque CONFERMATO il concerto dei FOUR YEAR STRONG di VENERDI’ 6 MAGGIO come data extra-calendario.

L’unico motivo per cui non abbiamo voluto comunicarvi nulla di questa decisione fino ad oggi è semplice: non volevamo stendere un velo di malinconia su quella che poi si è rivelata essere la nostra stagione di maggior successo sotto tutti i punti di vista; anzi, il nostro obiettivo era proprio quello di farvi vivere serate che vi sareste portati nel cuore per tanto tempo; siamo certi di essere riusciti nel nostro intento, ed è una sensazione impagabile per la quale vi siamo immensamente grati.
Non c’è niente di più appagante che vedervi arrivare col sorriso per poi andarvene con un sorriso più grande, (anche) grazie al nostro lavoro.

Aspettiamo tutti i vostri sorrisi ancora una volta, SABATO 30 GENNAIO, perchè se è vero che sarà la nostra ultima serata, per le tre bands che calcheranno il nostro palco sarà invece l’inizio di una nuova avventura, a dimostrazione che i locali possono chiudere, ma il Rock’n’Roll non morirà mai.
Hell In The Club, Mr. Riot ed Electric Ballroom saranno i protagonisti di un triplo release-party: rispettivamente il terzo disco per i primi e l’esordio per gli altri due; un gran finale e tre grandi inizi.
Prima, durante e dopo i concerti succederà di tutto.
Siateci.

Grazie per aver condiviso e aver reso indimenticabile questo incredibile, incredibile, incredibile viaggio.

Vi vogliamo bene”